Italiani e finlandesi a Roma per il sostegno internazionale alla sicurezza del Libano

“L’occasione per manifestare un ampio sostegno internazionale al processo avviato dal governo libanese per rafforzare le capacità e l’efficacia delle Forze di sicurezza, per sostenere la sovranità e l’indipendenza del Paese e delle sue istituzioni”. E’ questo, nelle parole del ministro degli esteri Angelino Alfano, il senso della riunione ministeriale  “Lebanon building trust: a viable security for the country and the region”,  che si è tenuta alla Farnesina il 15 marzo con la partecipazione di  40 paesi e gli interventi del premier libanese Saad Hariri, del  segretario generale dell’Onu  Antonio Guterres e del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

La riunione  rappresenta  la prima tappa della roadmap tracciata dall’International Support Group for Lebanon che si articolerà nella Conferenza del Cedro a Parigi il 6 aprile, su infrastrutture e economia, e nella riunione di Bruxelles del 24 aprile  concentrata sulla risposta alla crisi umanitaria legata al massiccio afflusso di rifugiati siriani. Una strategia globale “per accompagnare il Libano lungo un percorso di stabilità e crescita, nel quadro di una concreta e durevole dissociazione dalle crisi regionali”, ha aggiunto il Ministro. Alla conferenza hanno assistito anche l’alta rappresentante per la sicurezza in Europa Federica Mogherini, la ministra della difesa Roberta Pinotti e il capo di stato maggiore, generale Claudio Graziano.

Il rafforzamento dell’esercito e delle forze di sicurezza, vitali nella lotta al terrorismo, per il controllo delle frontiere e per garantire la stabilità interna, rappresentano una tappa fondamentale  per il consolidamento delle istituzioni statali. La riunione di Roma  ha anche una valenza politica interna per rafforzare lo spirito di collaborazione che sostiene il governo di larghe intese di Hariri e per creare le condizioni politiche e di sicurezza per lo svolgimento delle elezioni parlamentari di maggio, le prime dal 2009.

L’Italia è un partner di primaria importanza nel sostenere lo sviluppo delle capacità delle forze armate libanesi, in particolare per il suo impegno nel settore dell’addestramento, con 24 corsi organizzati nello scorso anno e 54 in programma per il 2018. E sono italiani 1.100 dei 10.500 caschi blu che costituiscono il contingente dell’Unifil, incaricato di monitorare la cessazione delle ostilità tra Israele e Libano e di sostenere le forze armate libanesi dispiegate nel sud del paese. L’Italia è il primo contributore di Unifil tra i Paesi occidentali.

Il contributo finlandese

La Finlandia sostiene da lungo tempo la stabilità e la sicurezza in Libano. Alla  Conferenza di Roma ha preso parte una delegazione finlandese guidata dal Segretario Generale Matti Anttonen, accompagnato dall’Ambasciatore di Finlandia in Italia, Janne Taalas e da Kirsikka Lehto-Asikainen, Direttore dell’Unità per il Medio Oriente e Nord Africa, Ministero degli Esteri finlandese. La Finlandia ha attualmente 300 suoi soldati inseriti nella forza multinazionale di pace dell’ONU (UNIFIL) in Libano.

La Rondine – 18.3.2018