Visibilità offresi agli italiani di Svezia per la festa della Repubblica. Che non è il 2 giugno

Ambasciata d’Italia – Stoccolma. ANNUNCIO PUBBLICO DI OFFERTA DI BENI O SERVIZI, A TITOLO GRATUITO, IN OCCASIONE DEL RICEVIMENTO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. “Siete invitati a manifestare la vostra intenzione di contribuire alla realizzazione del ricevimento, attraverso l’offerta a titolo gratuito di un servizio di ‘catering’, di angoli di degustazione, di prodotti tipici del design italiano da esporre in Residenza, ivi compresi i suoi spazi esterni, all’Istituto Italiano di Cultura, ovvero in altri luoghi nei quali le celebrazioni saranno organizzate.”

Ho lunga esperienza del linguaggio della burocrazia italiana, ciò nonostante, leggendo la prosa di questo Annuncio dell’Ambasciata di Svezia agli italiani residenti ho fatto fatica ad ammettere che fosse davvero un testo ufficiale dello Stato Italiano. Ho avuto l’impressione di essere di fronte a una di quelle gride manzoniane, veri guazzabugli linguistici, destinate ad essere “bandite”, cioè urlate sulle pubbliche strade, nella speranza che non vengano comprese interamente. Perché al loro interno c’è sempre qualcosa di imbarazzante per chi le pronuncia e per chi le ha scritte. In effetti, per intenderne il senso, bisogna rivolgersi a qualche Azzecca-garbugli, specializzato a dirimere i nodi intricati inaccessibili ai cittadini comuni.

Dunque, mi assumo di fare la parte del “dottore” manzoniano, sperando di essere d’aiuto al “cittadino” normale che ci legga sulla rete, e che si trovi nella posizione di Renzo: “cercando di cavar il costrutto chiaro, e di mirar proprio quelle sacrosante parole”.

Si tratta di un ricevimento tradizionalmente “offerto” dalle Ambasciate italiane agli Italiani residenti all’Estero in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno. E qui mi tocca segnalare il senso della parola OFFERTA. Che si dice di chi offra un bene o un servizio, quando invece, qui, le parti sembrano invertite. È l’Ambasciata che offre, a leggere il bando, ma in realtà a fornire “beni o servizi” sono i cittadini residenti  (le aziende, i ristoranti italiani ed i distributori di prodotti enogastronomici italiani in Svezia).

Offerta di catering è un esempio dell’ambiguità: chi offre è la stessa persona che fa il catering o chi riceve il servizio?

Lo gliommero sintattico d’apertura nasce necessariamente da un certo imbarazzo, e qui anche un Azzecca-garbugli si trova in difficoltà: “manifestare lintenzione di contribuire alla realizzazione del ricevimento, attraverso l’offerta a titolo gratuito” è un capolavoro di mimesi, dove lo sforzo di celare al lettore chi offra e chi riceva è davvero sublime.

Ma c’è sempre il rischio che qualcuno capisca troppo, perché è previsto anche dall’occhiuta burocrazia che il cittadino possa comunque intuire qualcosa (e, come il dottore manzoniano, “vedendo il nuovo cliente più attento che atterrito”, si domandi: “Che sia matricolato costui”?), e qui scatta una seconda strategia fumogena.

Non crediate, cittadini che “accettate l’offerta dell’Ambasciata”, che noi si possa offrire gli spazi a tutti. E no! Bisogna dimostrare di avere i requisiti, da noi si procede in base al merito! E dunque:

Il presente annuncio non comporta un impegno dell’Ambasciata ad accogliere le offerte eventualmente ricevute. Tali offerte saranno altresì valutate sulla base della notoria esperienza professionale dei proponenti, della qualità del servizio offerto…”

Sia chiaro: se non avete una “notoria” (questa è manzoniana, credetemi) esperienza, da noi non c’è spazio per abusivi. E dunque, dopo i criteri meritocratici,  ecco anche i criteri spazio-temporali di selezione:

Le offerte saranno altresì esaminate ed ammesse secondo la disponibilità degli spazi e in ordine cronologico.”

I selezionati, i fortunati, a questo punto però cambiano nome, e finalmente si rivela la loro natura: diventano, ma solo adesso, sponsor:

Agli sponsor ammessi secondo il presente annuncio verrà data visibilità attraverso l’apposizione di loghi e diciture negli spazi appositamente identificati, nella pagina web dell’Ambasciata dedicata alla Festa Nazionale…”

E alla fine è svelata la natura dell’offerta autentica. La visibilità.

Fornire beni e servizi, prodotti (alimentari e del design) e lavoro (catering) a titolo gratuito, ricevendo in cambio visibilità, è una delle tragedie di un paio di generazioni di italiani, soprattutto giovani, parte dei quali si ritrova in Svezia o in tanti altri paesi del mondo proprio perché costretti, in nome della crisi economica, a lavorare gratis per ditte private o enti pubblici in cambio di quella che una volta si chiamava “aria fritta”.

Questa generazione si ritrova nella condizione di Renzo, ma, ad essere sinceri, anche in quella dei suoi quattro capponi (“mai andar con le mani vote da que’ signori!”), i quali, presi per le zampe, sballottolati, gettati di qua e di là, finisce che nessuno li vuole veramente, e gli tocca tornare a cresta in giù sulla strada e, alla fine, in pentola. 

Non è il caso di trarre alcuna morale. Ma solo per amore di conoscenza pongo a me stesso e a chi mi legge un paio di domande.

Questi “ricevimenti” non rientrano in quelle iniziative per cui i rappresentanti dello Stato italiano all’Estero ricevono congrue indennità di servizio (come la celebre ISE, o l’assegno di rappresentanza) a integrazione di uno stipendio già molto onorevole?

Perché una festa che si identifica con un giorno preciso, visto che la chiamiamo “Festa del 2 giugno”, non viene quasi mai celebrata in quella data? Quest’anno cade di sabato. Ho chiamato il centralino dell’Ambasciata a Stoccolma, e l’addetto mi ha risposto che il ricevimento si tiene il 31 maggio, giovedì. Perché? Mi viene spiegato come cosa ovvia che il sabato l’Ambasciata e gli altri uffici sono chiusi. Perché allora non il giorno prima, almeno? Mi sento rispondere che venerdì si fa il ricevimento, ma solo per i corpi diplomatici.

Lo immaginavo che ci fossero ragioni “superiori”. In passato, ricordo che c’era di mezzo qualche ponte. O il pudore di disturbare un week-end estivo. Vi immaginate per i finlandesi che la festa dell’Indipendenza del 6 dicembre venga spostata per qualcuna delle ragioni appena citate?

Per la cronaca, anche a Helsinki per la Festa del 2 giugno gli italiani sono invitati dallo Stato italiano il 31 maggio.

Chiudo citando la chiusa del bando. Come scolpita nel marmo, comunica il senso di una legge dura e implacabile, che non ammette remore o rinvii:

“Le offerte dovranno pervenire entro e non oltre il 4 maggio 2018”.

Alla fine ci sono anche date che vanno rispettate, che diamine!

Da parte mia mi limito a dire a tutti gli italiani all’estero: Viva la Repubblica, viva la festa del 2 giugno.

La Rondine – 23.5.2018