In Finlandia si lavora meno? Penultima in Europa per ore di lavoro nel 2018

ETLA, un istituto di ricerca delle associazioni industriali finlandesi, ha appena pubblicato un rapporto sul tema dell’orario di lavoro e della competitività secondo il quale le misure previste dal Patto di Competitività, messo in atto dal precedente governo di centro-destra, incrementando l’orario di lavoro annuale di 24 ore e spostando contributi di sicurezza sociale dai datori di lavoro ai dipendenti,  hanno aumentato le fila degli occupati fino a 42.000 addetti.

La prima parte del rapporto confronta l’orario di lavoro in Finlandia con altri paesi europei utilizzando i dati di Eurostat e fornisce una revisione della letteratura economica sull’orario di lavoro e sull’occupazione. La seconda parte del rapporto studia l’impatto del citato Patto sulla Competitività sull’occupazione e sulla competitività finlandese usando il modello macro di ETLA. Questa analisi separa l’impatto dell’estensione dell’orario di lavoro, i contributi di sicurezza sociale e la tassazione sull’occupazione.

I risultati del confronto indicano che le ore mediamente lavorate in Finlandia sono poco meno di un’ora più brevi rispetto alla media UE. La bassa incidenza del lavoro a tempo parziale aumenta le ore medie lavorate in Finlandia, mentre l’orario di lavoro dei dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale è tra i più corti in ​​Europa. Le festività, i giorni festivi e le assenze annuali riducono l’orario di lavoro in Finlandia più che nella maggior parte degli altri paesi europei. La verifica della letteratura sull’argomento mostra che l’impatto delle variazioni dell’orario di lavoro sull’occupazione dipende in larga misura da come incidono sul costo del lavoro.

Secondo gli autori del rapporto ETLA,  Antti Kauhanen e Markku Lehmus, il Patto per la Competitività ha aumentato l’occupazione e ha migliorato la competitività finlandese. Le estensioni dell’orario di lavoro rappresentano circa il 40% dell’impatto sull’occupazione, mentre il resto è rappresentato dalle riduzioni dei contributi previdenziali e fiscali.

Ma i sindacati non sono convinti dell’analisi ETLA: secondo Ilkka Kaukoranta, capo economista presso l’Organizzazione centrale dei sindacati finlandesi (SAK), che ha criticato la ricerca, “lo studio esagera gli effetti dell’aumento dell’orario di lavoro in quanto si basa su una rapida valutazione condotta lo scorso 1° marzo 2016 dal Ministero delle Finanze in base al quale un aumento dell’orario di lavoro ridurrebbe i costi unitari del lavoro dell’1,5 per cento. È probabile che l’effetto reale sia minore perché l’aumento non ha influenzato l’orario di lavoro produttivo per tutti .

Kaukoranta ha aggiunto che, per quanto ne sa, anche la valutazione rapida non ha tenuto conto che il Patto di Competitività non è stato applicato a tutti gli accordi di contrattazione collettiva e che gli accordi di contrattazione collettiva non coprono l’intera economia, sottolineando che “esistono luoghi di lavoro che rientrano nell’ambito del patto in cui le ore aggiuntive sono state utilizzate per attività ricreative”.

La sua critica è stata ripresa da Riku Aalto, presidente della Teollisuusliitto, l’Unione sindacale dei lavoratori dell’industria, che ha affermato che “non si dovrebbe sopravvalutare l’impatto del Patto. L’impatto dell’estensione dell’orario di lavoro gratuito, in particolare, è stato sovrastimato pubblicamente senza motivo. Le ore aggiuntive sono state introdotte in vari modi e gli effetti sono vari nei settori coperti dall’Unione industriale”.