L’istruzione italiana guarda alla Finlandia

Lorenzo Fioramonti,  economista e docente universitario, è attualmente Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il 12 novembre scorso è stato invitato ad uno dei periodici incontri che i corrispondenti dei media esteri hanno a Roma con esponenti governativi o politici.

Il suo incontro con i giornalisti nell’affollata sala della Stampa Estera a Roma ha fornito una panoramica molto ampia e documentata sulle problematiche che interessano (e in parte affliggono) il sistema educativo nazionale.

Il ministro ha accettato di farsi intervistare, e ne ho approfittato per tornare a un punto da lui toccato: la scarsa corrispondenza retributiva dei docenti italiani, da lui definiti ‘eroi civili’, a fronte di impegni gravosi e di responsabilità educative non trascurabili. Gli ho chiesto, a proposito dei nostri insegnanti che sono tra i peggio pagati d’Europa, se non sia il caso di prendere esempio dalla Finlandia, dove un insegnante è pagato meglio di un medico.

Il ministro ha dichiarato di essere lieto di interloquire con qualcuno “che si intende di Finlandia!”. Poi ha aggiunto: “Ho studiato il sistema finlandese ed anche visitato quel paese due volte, e ritengo sia il sistema più interessante al mondo, e infatti studi internazionali lo collocano sempre tra i primi posti.” Se è necessario l’adeguamento degli stipendi, non lo è meno la valorizzazione del ruolo dei docenti, “perché in Finlandia non solo vengono pagati di più ma c’è anche una valorizzazione culturale del ruolo del docente. Cioè chi ha l’ambizione nella vita di voler fare l’educatore, ha la possibilità  di farlo” laddove, ha poi proseguito, “da noi si verifica l’opposto; cioè che la cultura del paese tende a screditare certe professioni al punto tale che chi poi vuole magari sviluppare quella ambizione personale e professionale viene scoraggiato perché vi viene associato un cliché negativo, essendo quella professione considerata inferiore rispetto ad altre”.

Il Ministro durante la sua visita in Finlandia nel 2018 (foto Giorgio Sorial)

A questo proposito, Fioramonti ha sottolineato di considerare invece il ruolo dell’insegnante fondamentale: si tratta di una figura che modella il futuro di un Paese, ed a cui si consegnano i figli per una parte della loro vita. “È paradossale consegnare le persone più importanti che abbiamo ad un’istituzione che magari è fatiscente ed a figure che non ricevono la stessa valorizzazione che ricevono in altri paesi e che gli spetta”.

Ma i riferimenti di Fioramonti al modello finlandese, fin troppo noto, non si limitano a questa occasione. In varie interviste, per esempio, ha dichiarato di voler puntare su una scuola di qualità, spiegando che “in Finlandia, per esempio, si è ridotto l’orario scolastico, facendo insegnamenti trasversali, inserendo nuove tecnologie in modo divertente e accattivante e rendendo così la matematica più accessibile a tutti”. E proprio per tentare di importare il modello finlandese, ha precisato di aver aperto dei tavoli di lavoro su questo obiettivo.

Affrontando la questione del’edilizia scolastica, in gran parte costituita da molti edifici fatiscenti o maltenuti, ha affermato trattarsi di un grande tema ed anche argomento di grande contraddizione perché, per quanto insufficienti, gli stanziamenti sono tuttavia significativi, aggirandosi su circa 10-11 miliardi di euro tra mutui BEI, finanziamenti strutturali e finanziamenti pubblici. Ciò che ostacola l’investimento di tali risorse è la divisione di competenze tra enti locali, regioni, comuni e province, che spesso ritarda o blocca l’utilizzo di tali fondi.

Nella foto Fioramonti insieme col moderatore, il corrispondente inglese Gavin Jones

Il ministro ha poi informato che, proprio per cercare di accelerare queste procedure, ha creato una ‘task force ‘di 86 tecnici su tutto il territorio nazionale: tecnici, architetti, esperti di amministrazione e di project management nonché di realizzazione di opere pubbliche per affiancare enti locali piccoli o non preparati nella predisposizione di procedure per indire gare pubbliche di manutenzioni di edifici o costruzione di nuovi.

Allo scopo, è stata poi ideata la nuova anagrafe dell’edilizia scolastica reperibile anche sul sito del MIUR contenente tutti i dati e tutte le informazioni aggiornate giorno per giorno per verificare lo stato dell’arte dell’edilizia scolastica del nostro paese.

https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/index.shtml

Devo notare un aspetto dell’incontro, apparentemente secondario. Il ministro ha accettato interviste singole di alcuni media, rispondendo in inglese o spagnolo in modo scorrevole e senza esitazioni.

Non succede sempre, purtroppo, che in Italia un ministro abbia confidenza con le lingue, e soprattutto che dimostri di operare in un settore di sua assoluta competenza.

Cliccate qui sotto per seguire l’intera intervista del Ministro, fornita dall’Ufficio della Stampa Estera di Roma.

https://srv1.selftv.video/video/stampaestera/14738