Rebekka non va a scuola, va in cantiere. Giovani e lavoro in Finlandia

Un interessantissimo report di Helsingin Sanomat sulla condizione dell’edilizia finlandese e sull’apprendistato giovanile, che è al tempo stesso anche un’analisi delle difficile relazione tra formazione scolastica e attività produttive. Nemmeno in Finlandia tutto va liscio, ma si cercano soluzioni innovative. Paradossalmente, per certi aspetti, si torna al passato, alla ‘bottega’.

Skanska, una grossa società di costruzioni, ha fatto rivivere in Finlandia un’antica tradizione, in cui dei maestri insegnano un mestiere. L’attenzione è rivolta ai giovani che imparano meglio sul posto di lavoro che a scuola.

Nel cantiere di Niittykumpu, quartiere di Espoo, si lavora in coppia, un metodo sempre più raro nel settore delle costruzioni.

Rebekka Saarela, Jari Lahtinen e Marko Peteri – Foto da HS di Kari Pullinen


Rebekka Saarela, 24 anni, si occupa di isolamento in strutture di legno e Jari Lahtinen, 57 anni, le fa tutor. Saarela ha lavorato nell’edilizia per un paio di mesi, Lahtinen per tutta la vita.

Sono un maestro e un’apprendista, e rientrano in un piano di avviamento al lavoro avviato quest’autunno da Skanska. Lo scopo dell’esperimento è di aiutare i giovani che sono interessati a lavorare ma non hanno un progetto chiaro né strumenti per trovare un lavoro adeguato.
Nel progetto sei giovani di circa 20 anni hanno avuto un posto per sei mesi come tirocinanti in uno dei cantieri di edilizia residenziale gestiti da Skanska.
Si cerca di reperire giovani nella convinzione che si apprenda meglio sul posto di lavoro che stando nei banchi a scuola a seguire le lezioni. Questa sperimentazione, infatti, differisce dall’avviamento al lavoro tradizionale in quanto è più breve e non include alcun periodo di formazione scolastica, ma è pura pratica e il salario non è da stagista ma è quello determinato dal contratto collettivo del settore.

Dopo la formazione, Skanska è pronta ad assumerti come operaio specializzato, se mostri potenziale e sei interessato alla professione.
Nel settore delle costruzioni, come in altri, è difficile trovare un posto di lavoro con solo un’istruzione di tipo elementare o senza aver completato le scuole superiori.
Dopo l’educazione primaria (nove anni di scuola) molti vanno in cerca di una qualche formazione, ma è proprio la scuola professionale a perdere per strada ogni anno circa il sette per cento degli studenti. Diversi studi dimostrano che per i giovani senza istruzione secondaria superiore spesso si aggiungono altri problemi in termini di mezzi di sussistenza e di salute.
Di conseguenza, il giovane può ritrovarsi escluso dal lavoro e dall’istruzione. Nel 2018, in Finlandia, c’erano 38.000 persone di età compresa tra 20 e 24 anni in questa situazione. C’è stato qualche miglioramento, da quando si è prestata maggiore attenzione ai problemi giovanili, ma la cifra è ancora elevata.

Skanska si è impegnata ad affrontare questo problema in proprio, ma perché? Ad esempio, il suo progetto di tirocinio non riceve alcun sostegno pubblico.


Padre dell’idea è Ilpo Luhtala, direttore regionale di Skanska. A suo parere dietro il progetto c’è l’”effetto farfalla” – fare qualcosa valutandone le conseguenze a lungo termine.
Luhtala sostiene di aver letto su Helsingin Sanomat nella primavera del 2018 del forte calo della natalità in Finlandia. All’epoca, al Ministero delle finanze, Martti Hetemäki stava valutando se dietro potesse esserci la caduta dell’occupazione tra i giovani proprio durante gli anni più favorevoli della formazione di una famiglia.

Gli studiosi di demografia non si seguirono entusiasti la logica di Hetemäki, ma recenti statistiche demografiche della Finlandia mostrano che livelli di istruzione inferiori hanno qualche incidenza sulla mancanza di figli.

Nel 2018 Luhtala seguì l’esperienza del figlio durante la naia, e si interessò a seguire il ragazzo che svolgeva i suoi compiti sul campo e non in classe o leggendo libri di testo.
“Da questa esperienza è nata l’idea di un periodo di sei mesi di ‘apprendi facendo’, adatta a un giovane che non si senta a proprio agio nel mondo della scuola.”
Attraverso le esperienze del figlio, Luhtala si convinse anche dell’importanza del ruolo del tutor: bisogna trovare qualcuno che dia sostegno, responsabilità e feedback costruttivi, e che sia pronto a condividere le proprie conoscenze.
“Questa è la catena che ha dato vita al progetto”.

Luhtala parlò per la prima volta della sua idea con Jans Renlund, responsabile sindacale di Skanska, e col suo appoggio il progetto incontrò il sostegno anche della Federazione finlandese dei costruttori.
A parere di Matti Harjuniemi, presidente della Associazione costruttori finlandesi, le opportunità per i giovani di formarsi e darsi una professionalità nel settore edilizio sono diminuite.
“Non elencherò i colpevoli, ma la situazione è che i giovani spesso abbandonano la formazione scolastica nel settore edilizio. Sentono che la scuola professionale non gli fornisce la formazione che possono avere nel cantiere. Anche dopo tre anni di studio, non hanno le competenze di base… Bisogna elaborare dei modelli in cui i professionisti più anziani possono tirare su i giovani lavorando fianco a fianco, e in questo modo abbassare la soglia di accesso nel settore. I giovani verrebbero, se gli si fornissero delle opportunità.”
Secondo Harjuniemi, il tirocinio è purtroppo poco utilizzato nel settore delle costruzioni. Comunicare con gli enti educativi e compilare i moduli è avvertito come qualcosa di complicato, almeno nelle aziende più piccole.

Barona, una società di ricerca di risorse umane, ha progettato e sviluppato il reclutamento di giovani in collaborazione con Skanska, e preparato i tutor concentrandosi su come incontrare, motivare e guidare i giovani.
“Speriamo che questo esperimento incoraggi altre aziende a realizzare progetti simili”, afferma Kalle Pulkkanen, direttore dei servizi di Barona.

Veduta di Niittykumpu (Espoo)

Rebekka Saarela, una praticante nel cantiere di Niittykumpu, si è trovata nel progetto dopo aver notato un annuncio della Skanska su Facebook che cercava operai senza alcuna esperienza nel settore edile.

Saarela ha precedenti esperienze lavorative e ha anche superato l’esame di guida per autoarticolati. Dice di aver guidato un camion a  rimorchio per cinque anni, ma dopo essersi trasferita da Lahti a Helsinki, non aveva voluto restare a lavorare nel settore.
“La ragione principale è l’inverno finlandese. Troppo stress. “

Saarela aveva dato una mano al padre in certi lavori di costruzione e ristrutturazione. Ma non tutti i giovani selezionati per il programma hanno una esperienza di vita lavorativa come Saarela. Alcuni di loro hanno abbandonato gli studi e non hanno alcuna esperienza nel mondo del lavoro.
Rebekka dice di essere stata molto sorpresa nel cantiere dall’accoglienza dei colleghi che l’hanno trattata alla pari.
Jari Lahtinen, il suo tutor, conferma che Saarela ha già fatto una buona impressione. Una volta che le si dà un consiglio, lo tiene a mente.


“Si vede che Rebekka ha avuto una vita lavorativa e conosce le sue regole. Quando un lavoro è da fare, va fatto.”
In passato, Lahtinen ha anche fornito consulenze a degli studenti nella loro formazione professionale. Secondo lui, ai diplomati occorrono almeno cinque anni prima di acquisire familiarità con tutte le fasi del lavoro ed essere detti professionisti in campo edilizio.
“Questo è un lavoro che si apprende con l’esperienza e sviluppando automatismi. È solo facendo ciò che impari, ed è su questo che si basa questo progetto”.
Anche Rebekka Saarela è dell’idea che, dopo sei mesi di formazione, potrebbe continuare a fare apprendistato, se continuerà a trovare interesse nel settore. Le prospettive di lavoro sembrano buone, almeno nell’area metropolitana di Helsinki.

Il testo qui presentato è una traduzione e una sintesi dell’articolo di Teija Suutinen pubblicato su Helsingin Sanomat il 4 gennaio 2020 https://www.hs.fi/talous/art-2000006362675.html

Le professioni specializzate edili sono tra i lavori in cui c’è più carenza: https://rondine.fi/2019/05/il-mercato-del-lavoro-in-finlandia/

In Finlandia la disoccupazione giovanile è in calo e sotto la media europea, ma resta comunque una questione problematica, soprattutto per i cosiddetti NEET (Not in Employment, Education or Training), giovani che non lavoro né studiano, che in Finlandia sono circa 38000, cioè uno su dieci.
Alcuni di questi giovani non sono nemmeno alla ricerca di lavoro e si accontentano di vivere dai genitori e mantenersi col sussidio di disoccupazione.


Alcuni link in finlandese sull’argomento:
https://www.aamulehti.fi/a/200352757
https://yle.fi/uutiset/3-9528608
https://yle.fi/uutiset/3-9461727
https://yle.fi/uutiset/3-9215706
https://www.ts.fi/uutiset/kotimaa/4486895/Koulutuksen+ja+tyon+ulkopuolella+on+edelleen+kymmenia+tuhansia+nuoria+aikuisia+mutta+nuorten+miesten+tilanne+nayttaa+valoisalta

(Per le foto di HS e Skanska siamo pronti a pagare i diritti non appena ci venga richiesto)