Responsabilità comune, coesione, no all’odio nei discorsi di Sauli Niinistö e Sanna Marin

Il Presidente Sauli Niinistö ha affrontato l’attualità politica nel suo discorso di Capodanno, auspicando che i governi abbiano una durata normale. E ha sostenuto che il peso della posizione di primo ministro dovrebbe contare, contribuendo alla coesione della compagnie governativa. Ha ricordato come, durante il 2019, la Finlandia abbia avuto tre amministrazioni, due delle quali sono cadute a causa di una crisi del governo. Il ritmo della politica del governo e lo stile del dibattito nazionale sono stati due dei temi principali che Niinistö ha affrontato nel suo discorso tradizionale, che ha rivolto ai suoi connazionali dal palazzo presidenziale.

Secondo il Presidente, il ritmo della politica del governo è cambiato negli ultimi dieci anni facendo presente che “nessun governo nominato dal 2000 ha completato un mandato a tempo pieno” e che, dal 2003, l’età media di un gabinetto è stata inferiore a 2,5 anni, mentre nei decenni precedenti le amministrazioni sono rimaste in carica per un intero mandato quadriennale.

Niinistö ha affermato che la situazione attuale non è dovuta a un Parlamento più instabile od ad una situazione politica particolarmente incerta, evidenziando che i cambiamenti prematuri di governo si sono concentrati principalmente sul Primo Ministro, come avvenuto anche all’inizio di dicembre, quando l’ex PM socialdemocratico Antti Rinne si era dimesso, lasciando il posto alla leader socialdemocratica Sanna Marin. Rinne si era dimesso quando il secondo principale componente della coalizione, il Partito di Centro, aveva dichiarato di aver perso fiducia in lui per la sua cattiva gestione di una disputa industriale tra i lavoratori delle poste e il loro datore di lavoro, di proprietà statale, Posti.

Anche altri primi ministri come Jyrki Katainen e Matti Vanhanen si erano dimessi prima delle elezioni e avevano consegnato le redini a primi ministri dello stesso partito, nel loro caso rispettivamente i partiti di Coalizione Nazionale e di Centro.

Il Presidente ha inoltre toccato il tema della pressione politica che il primo ministro in particolare deve sopportare, ricordando che il capo del governo è responsabile di decisioni che possono non piacere a tutti. “Se la popolarità o il sostegno diminuiscono contemporaneamente, la pressione aumenta, ed un singolo errore o fallimento potrebbe ridurli”, ha precisato, sottolineando che il governo dovrebbe lavorare collegialmente e collegialmente condividere le responsabilità. In questo senso, occorre rafforzare la solidarietà per alleviare l’onere che ricade sul Primo Ministro.

Clima, ambiente, politica estera, coesione sociale

“La tranquillità per lavorare è necessaria anche in politica. Un dramma politico può iniziare in un momento, ma i risultati politici richiedono tempo”, ha osservato, ricordando che, se il governo ha dichiarato i suoi obiettivi climatici, tali obiettivi non sono azioni effettive. Ha sollecitato quindi ad agire concretamente e in modo sostenuto per realizzare obiettivi comuni per la tutela ambientale. Altro punto che in genere affronta un presidente finlandese è la politica estera, poiché la Costituzione finlandese gli assegna un ruolo di responsabilità in questa materia. E ha ricordato che da sempre la Finlandia è impegnata a mantenere e promuovere condizioni di pace, stabilità e cooperazione internazionali. In questo quadro, i quasi 25 anni di appartenenza all’Unione Europea confermano l’interesse a svolgere un ruolo attivo nel rafforzamento di una Unione nella quale la Finlandia crede fermamente.

Il Presidente ha approfittato del suo discorso di Capodanno per esprimere preoccupazione per l’andamento della qualità della discussione interna, avvertendo che la tendenza al deterioramento potrebbe influenzare l’unità nazionale.”È una questione di rispetto reciproco e, in ultima analisi, di mantenimento dell’armonia sociale. E così facendo, della nostra sicurezza”, ha ammonito.

Niinistö ha osservato che più spesso chi dibatte non punta ad una comprensione comune ma piuttosto a rafforzare le divisioni, con un aumento di incomprensioni deliberate e mezze verità. Occorre invece puntare ad una comprensione reciproca che non vuol dire unanimità. Ha sferzato chi usa forme di odio nelle occasioni di dialogo. “Alcuni problemi dovrebbero essere affrontati. Ma guardare dall’alto in basso e sottovalutare gli altri non aiuterà a risolvere le questioni controverse”. Ha invitato la nazione a rispettare il diritto delle persone che si prendono cura degli altri – infermieri, insegnanti e agenti di polizia – a svolgere il proprio lavoro in pace.

Il discorso di Niinistö non si è discostato dalla tradizione: il primo discorso presidenziale per il nuovo anno fu rivolto nel 1935 dal presidente P. E. Svinhufvud, che introdusse il saluto che anche Niinistö usa: “Cittadini”. Anche la conclusione del discorso è in linea con la tradizione, poiché la maggior parte dei Presidenti conclude augurando al pubblico un buon inizio per il nuovo anno e le benedizioni di Dio, cosi come ha fatto anche adesso.

Il discorso di Sanna Marin

Da parte sua, il neo Primo Ministro finlandese, Sanna Marin, nel suo discorso di buon anno nuovo, meno rilevante politicamente di quello del Presidente, ma comunque interessante, ha affermato che la forza della Finlandia sta nella “sua gente e nelle sue conoscenze”, con l’istruzione che gioca un ruolo chiave nel successo del Paese, elogiando  i cambiamenti introdotti dal suo governo dal 1 ° gennaio, che ritiene potranno portare vantaggi alle entrate di circa il 70% dei finlandesi. Per la Marin, “La forza di una società non si misura dalla ricchezza dei suoi componenti più abbienti, ma da come i suoi cittadini più vulnerabili siano in grado di far fronte, e la domanda che dobbiamo porci è se ognuno abbia la possibilità di condurre una vita dignitosa”.

Dichiarando il suo impegno a  rendere la Finlandia “una società finanziariamente responsabile, socialmente equa ed ecosostenibile”, sulle tematiche ambientali, ha citato l’obiettivo del governo di far raggiungere la neutralità climatica alla Finlandia entro il 2035, che è uno degli obiettivi più ambiziosi al mondo. “Stiamo entrando in un decennio durante il quale dobbiamo trovare soluzioni per combattere i cambiamenti climatici”, ha dichiarato Sanna Marin. “Ciò richiede decisioni che riducano le emissioni e rafforzino i pozzi di assorbimento di carbonio. Faremo affidamento su dati scientifici, tenendo conto degli impatti sociali e regionali delle soluzioni proposte.” Secondo il primo Ministro, la Finlandia e l’Europa hanno la possibilità di essere pionieri nella ricerca di soluzioni climatiche e ha suggerito che dovranno essere prese decisioni coraggiose. “C’è un’enorme domanda e un enorme mercato per le nuove tecnologie climatiche”, ha dichiarato, chiedendosi se il “Paese avrà lo spirito audace e pionieristico necessario per prosperare”; la Finlandia è stata talvolta criticata per il mantenimento di sussidi per l’estrazione di torba ad alte emissioni e per la mancata attuazione di misure per soddisfare le sue elevate ambizioni climatiche.

Concludendo il suo primo messaggio di questo tipo, Marin ha detto che le era piaciuta una serie di documentari sulla tv finlandese sull’ex presidente Mauno Koivisto, che, secondo lei, ha messo la recente turbolenza della politica finlandese nella giusta prospettiva, citandone una frase come guida per tempi incerti: “Se non possiamo sapere con certezza come andranno le cose, supponiamo che tutto andrà bene”.

Discorsi quindi non privi di ottimismo ma anche di realismo, poiché le sfaccettature di un Paese riflettono sempre luci ed ombre delle realtà.