Finlandia in fuga dal virus: tutti al mökki

Le lunghe code di auto che si snodano sulle arterie principali e d’estate segnano la grande migrazione dei vacanzieri verso il mare o la montagna non sono un fenomeno ignoto alla Finlandia. Solo che qui la gradissima parte dei migranti stagionali ha come destinazione non il nome di una località ma una struttura abitativa di legno a tutti comune: si va al mökki. Il senso di questa autentica istituzione della vita del Paese nordico abbiamo cercato di condensarlo nel nostro Vocabolario minimo. In cui si legge, di questo “edificio rustico di legno per le vacanze, in genere sulla riva di un lago o del mare”, che è intrinsecamente “un luogo di eremitaggio, in cui il finlandese cerca di isolarsi dal lavoro, dalle passioni, dalla civiltà”. Ma anche, dobbiamo purtroppo aggiungere oggi, dai virus.

E quel che abbiamo stigmatizzato in Italia, con la migrazione di studenti e lavoratori stagionali dal Nord a Sud, accade anche in Finlandia. Se è vero che la maggior parte dei cittadini di Helsinki stanno rispettando rigorosamente le consegne, e le strade e i centri commerciali sono praticamente deserti, è anche vero che alcune migliaia di cittadini metropolitani che possiedono una casetta estiva in mezzo ai boschi si sono messi in macchina cercando di raggiungere quei luoghi di isolamento, immaginando probabilmente di sfuggire al morbo. È quanto si legge in un reportage di Helsingin Sanomat che nel titolo dice: “migliaia di cittadini dell’Uusimaa sono fuggiti dal coronavirus nel loro mökki, e ora mettono in crisi il servizio sanitario dei comuni ospitanti”.

Tipico paesaggio del Savo

“Devono starsene a casa loro. Che diavolo ci stanno portando quelli là”, sbotta un utente del Centro medico di Mäntyharju. Siamo nel Savo meridionale, regione della Finlandia centro-orientale, territorio in cui, dicono le statistiche, rispetto alla media nazionale vi è il numero maggiore di abitanti che hanno più di 65 anni, il numero minore di abitanti con meno di 15 anni, e il numero inferiore di persone con educazione universitaria. La maggior parte degli sbocchi lavorativi della regione sono nel settore primario, prevalentemente attività rurali.

Siamo nella regione dei grandi laghi, tra le città di Mikkeli e Savonlinna. Le fitte foreste, la distanza di appena tre ore in macchina da Helsinki (a circa 200 chilometri) fanno di questo territorio il paradiso delle casette di vacanze dei metropolitani,  e per questo motivo proprio nella zona di Mäntyharju abbiamo la quinta zona del paese per concentrazione di mökit, qualcosa come 5000 edifici.

La mökillagine estiva qui si spalma densa e collosa da una cresta morenica all’altra.

Ma la gente è preoccupata. I residenti temono che quanti fuggono dal coronavirus dell’ area metropolitana portino poi il contagio in queste zone rurali.
E temono che le risorse dell’assistenza sanitaria non siano sufficienti per trattare sia i residenti sia i turisti dei cottage.
A Mäntyharju il calcolo delle presenze anomale in questa stagione si fa in base al numero di auto nei parcheggi dei supermercati del centro. E dicono i locali che siamo vicino ai numeri della stagione delle vacanze.
L’Associazione municipale dei servizi sociali e sanitari del Savo meridionale (Essote) ha già segnalato un focolaio di coronavirus nella provincia. “Secondo i nostri dati, migliaia di persone sono venute nella provincia durante il fine settimana, in particolare da Uusimaa”, afferma Santeri Seppälä, direttore dei servizi sanitari.
La Essote copre nove comuni, e serve  una popolazione complessiva di circa 100.000 utenti. In estate, i comuni in genere raddoppiano la popolazione a causa del flusso turistico stagionale. Ma a marzo no.

Dr. Santeri Seppälä

“Non siamo preparati a un raddoppio della popolazione a causa dell’epidemia”, dice Seppälä. Gli effetti della nuova situazione sono già evidenti. Il servizio telefonico del distretto ospedaliero è congestionato.
Secondo quanto si sa, gli ultrasettantenni  sono più inclini a contrarre gravi infezioni da coronavirus, quindi il distretto ospedaliero deve anche tenere conto dell’età dei residenti nei mökit. Che è in genere alta, spesso si tratta di pensionati,  e questo può rappresentare un onere particolarmente pesante per l’assistenza sanitaria locale.

Ma dal momento che anche l’età media della popolazione residente  è piuttosto alta, Seppälä sostiene che è importante che l’accesso alle normali cure sanitarie sia garantito agli anziani del Savo meridionale anche durante una pandemia.
Nella regione, accanto agli otto centri medici Essote, esiste un ospedale regionale a Mikkeli, più il nosocomio psichiatrico di Moisio. Attualmente, la maggior parte dei pazienti infetti viene indirizzata al regionale di Mikkeli.
Dal momento che in Finlandia il focolaio di coronavirus è concentrato prevalentemente  nell’area metropolitana di Helsinki (642 contagi accertati, al 27 marzo), il rischio di diffusione della malattia in questa regione sarebbe problematico per la sua capacità ospedaliera. Per ora accertati 17 casi, ma le conseguenze future sono facilmente prevedibili.

“Noi ci teniamo a dire che dovremmo proprio  evitare di spostarci all’interno del paese”, afferma Matias  Hildén, sindaco di Puumala, un comune di 2500 abitanti sulle rive del grande lago Saimaa.

E dunque non può non suonare rassicurante, alle orecchie di questa gente, la decisione del governo di isolare la regione della capitale dal resto del paese. Decisione che è stata comunicata nella serata del 27 mentre scriviamo.

(L’articolo è ispirato a un reportage apparso su Helsingin Sanomat il 25.3)