La mala finlandese dietro il traffico delle mascherine? Tra Cina ed Estonia, malaffare e incompetenza

Quando ci sforziamo di mostrare quanto la Finlandia sia un Paese “normale” (urtando qualche sensibilità) ci riferiamo anche alla presenza di due fattori umani fin troppo noti in climi più miti: la presenza del malaffare, e in certe cose anche incompetenza.

Un’inchiesta uscita ieri su Helsingin Sanomat getta una luce inquietante su un giro di affari che ruota intorno all’approvvigionamento di mascherine dalla Cina, attraverso intermediari a dir poco “impresentabili”. Giovedì sera, Tomi Lounema, amministratore delegato di Huoltovarmuuskeskus, il Centro di approvvigionamento di cui abbiamo giustamente apprezzato l’esistenza, ha confermato che il suo Centro ha ordinato milioni di euro di mascherine da Onni Sarmaste e Tiina Jylhä. Due faccendieri privati con un problema comune: entrambi hanno diversi problemi con la giustizia.

Il Look Medical Care è una società di estetica attiva in Estonia, gestita da Tiina Jylhä, una bionda palestrata che ha una lunga storia di crimini finanziari alle spalle, e sulla testa imputazioni per crimini gravi oltre a una serie di sequestri giudiziari negli ultimi anni. Tiina Jylhä ha condanne penali per reati finanziari tra 2007 e 2008, ed è in corso una nuova accusa penale nei suoi confronti. E risulta che la Jylhä abbia subito sequestri giudiziari per più di 230.000 di euro negli ultimi due anni.
Un procedimento per gravi reati di doping è in corso anche dinanzi al tribunale distrettuale di Helsinki contro Jylhä e suo marito Tapio Valkonen.

Tomi Lounema, capo di Huoltovarmuuskeskus, ha dichiarato in una conferenza stampa giovedì sera che il suo Ente ha stipulato un accordo con Jylhä per circa cinque milioni di euro per consegne di maschere di protezione dal virus.

Metà della somma è stata versata su un conto bancario estone. Secondo i media estoni, il denaro è stato congelato perché la banca considera sospetta questa transazione.

HS ha controllato il certificato di conformità CE per la maschera KN95 esibito  dalla Beauty Clinic a fini di marketing. Il destinatario e il produttore sul certificato sono indicati come la società The Look Medical Ltd HK. L’indirizzo è a Dongguan, in Cina.

Immagine da hs.fi

Il certificato in sé è autentico, ma di fatto appartiene a un’altra società, come si evince dai registri cinesi. Questa società si chiama Dongguan Arun Industrial Co., Ltd.
Se un certificato CE viene modificato, si tratta di un falso. Anche gli esperti del settore intervistati per questo caso considerano il documento un falso. Tutti hanno affermato che una società chiamata The Look Medical Ltd HK è stata chiaramente aggiunta al documento con un taglia e incolla.

Secondo Tiina Jylhä, “il certificato è autentico, ma per non svelare il nome della fabbrica al mercato è stato coperto dal nostro logo”. A suo parere, “ogni contraente può ordinare le maschere che commercializziamo per effettuare dei test se lo desiderano” e “l’acquirente riceve sempre anche i certificati originali”.

Un esperto del settore dice a HS che anni fa alcuni operatori proteggevano i nomi delle fabbriche in modo che l’acquirente non potesse aggirare il venditore e risalire direttamente alla fabbrica. Secondo l’esperto, però, questo non è il caso, ed è comunque una contraffazione.

Il quotidiano di Helsinki ha anche intervistato un uomo d’affari che vende dispositivi di protezione, il quale afferma di aver saputo dei tentativi di Jylhä di vendere equipaggiamenti protettivi un paio di mesi fa.
Tuttavia, ha aggiunto l’uomo, i documenti sulle maschere inviati da Jylhä non sembravano autentici, quindi non aveva voluto fare affari con la donna.
L’uomo dice di essere sorpreso al sentire che Huoltovarmuuskeskus abbia stipulato un contratto da cinque milioni di euro con la compagnia di Jylhä.

Foto da valtioneuvosto.fi

Tomi Lounema, responsabile del Centro di approvvigionamento, ha confermato giovedì sera di aver stipulato proprio con Onni Sarmaste un accordo di 5 milioni di euro per forniture la cui prima tranche è arrivata in Finlandia questa settimana. Il lotto comprendeva oltre 2 milioni di mascherine chirurgiche per il viso e 230.000 altri tipi di dispositivi di protezione.

La merce è arrivata dalla Cina su un volo charter martedì. Successivamente è stato notificato che, contrariamente alle previsioni, le maschere non potevano essere utilizzate in ospedale perché non davano la protezione richiesta per quell’utilizzo!

L’accordo ha dato origine a una controversia che coinvolge, secondo HS, Tiina Jylhä, Onni Sarmaste e il mondo della mala finlandese. Secondo Jylhä, l’ordine doveva essere consegnato dalla sua compagnia The Look Medical Care, ma nell’affare era subentrato Onni Sarmaste mettendo le mani sul denaro. Chi è questo personaggio?

foto Facebook

Onni Sarmaste, il faccendiere che ha firmato il primo accordo per le mascherine da cinque milioni di euro con il Centro di approvvigionamento, nemmeno lui è esente da pecche giudiziarie. Negli ultimi due anni, Sarmaste ha subito sanzioni per decine di migliaia di euro, è stato coinvolto in quattro casi di fallimento e in oltre 20 altre questioni debitorie presso il Tribunale di Helsinki.
Sarmaste ha ricoperto posizioni di responsabilità in diverse società che sono già state chiuse. Attualmente, oltre a quelle finlandesi, è responsabile di società in Gran Bretagna, Ucraina ed Estonia, e non solo. E, secondo informazioni di HS, Sarmaste avrebbe buoni contatti col mondo della criminalità finlandese.
Dunque, secondo questo signore, sarebbe stata Tiina Jylhä a sottrargli del denaro, come ha riferito per primo il perodico Suomen Kuvalehti. Il rappresentante legale di Jylhä, Kari Uoti, ha dichiarato a HS che Sarmaste aveva fatto valere con Tiina Jylhä i suoi buoni contatti con il Centro di approvvigionamento. E aveva stipulato un accordo che prevedeva delle provvigioni.

Come afferma Uoti, le e-mail mostrano che il rappresentante di Huoltovarmuuskeskus non era a conoscenza dell’azienda sul cui conto sarebbe stato versato il denaro. Successivamente, Sarmaste avrebbe indicato il conto della propria azienda al Centro di approvvigionamento.
Sarmaste ha contestato la versione di Tiina Jylhä e Uoti. Secondo lui, la Jylhä ha cercato di sottrargli il denaro mandando da lui membri della banda di motociclisti Helvetin enkelit (Hell’s Angels).

Ma ovviamente Tiina Jylhä si è affrettata a dichiarare a HS mercoledì sera di non aver mai inviato da Sarmaste nessun altro che il suo legale Kari Uoti.

Il punto è che un Ente statale come il Huoltovarmuuskeskus ha negoziato con la Look Medical Care di Jylhä, nonostante la fama di “impresentabile” della donna.

Lounema ha ammesso nel corso di una conferenza stampa che non è stata prestata la dovuta attenzione nel corso delle trattative…
Il fatto è che , di norma, gli appalti pubblici dovrebbero essere assegnati con delle gare. Tuttavia, durante l’epidemia di coronavirus, trattandosi di una situazione eccezionale, il Centro di approvvigionamento è stato autorizzato ad acquistare prodotti direttamente dai fornitori senza un’offerta pubblica.

Ma ciò non significa che l’acquirente possa acquistare da qualsiasi fornitore, ha dichiarato Petri Kuoppamäki, professore di diritto all’Università Aalto. Innanzitutto, ci sono criteri di esclusione obbligatori nella legge sugli appalti, che, secondo Kuoppamäki, si applicano anche in circostanze eccezionali. I criteri includono, ad esempio, le condanne penali finanziarie definitive.
Il casellario giudiziario e le informazioni finanziarie sul fornitore dovrebbero almeno essere controllati, afferma Kuoppamäki. “Non ci vuole molto per controllare se esistono certi problemi di fondo.”

Sia Tiina Jylhä sia Sarmaste hanno dichiarato che non ci sono soldi della mala dietro i loro affari. Ma allora, che valore avrebbe la dichiarazione di Sarmaste che Jylhä e suo marito avrebbero inviato gente della banda degli Hell’s Angels per ritirare somme di denaro? Un bel pasticciaccio, vero?

Tanto brutto che non ci sorprende di vedere un commissario Ingravallo locale a indagare sul caso. Effettivamente giovedì, la polizia di Helsinki ha dichiarato di aver avviato un’indagine per danni arrecati e violazione della privacy in relazione al caso. Il commissario Markku Heinikari afferma che al momento non sono state avviate altre indagini penali sul caso in questione. “Vedremo, se è necessario indagare anche in altre direzioni”.

Ma non vi vergognate?” ha tuonato Sanna Marin rivolta al Kokoomuus, il Partito conservatore di Coalizione nazionale, riferendosi agli attacchi sulla liceità delle manovre del governo in un momento così delicato.

Dallo stesso partito dell’opposizione sono partite altre domande, non meno violente, da parte del segretario Petteri Orpo: “La questione che pongo io è: c’è qualcuno dietro queste cose, e c’è qualcuno che ne è responsabile? Come può un ordine del genere essere gestito da truffatori di questa fatta?”

Una strana aria di casa aleggia sulla Finlandia per un osservatore italiano. Ho usato ternimi come mala, faccendieri, impresentabili, consapevole che tutto questo fa parte della vita quotidiana di un Paese europeo, cui non dovremmo attribuire virtù o vizi troppo diversi da quelli che riconosciamo al nostro.

(Per l’uso delle immagini e dei documenti siamo pronti a pagare i diritti quando ce ne venga fatta richiesta)

Giornalista, traduttore letterario, studioso di lingua italiana e storia dell'arte. Emigra dal Salento a Bologna per studi, poi a Helsinki per vivere. Decise di fondare La Rondine una buia notte dell'inverno del 2002 dopo una serata all'opera.