A Helsinki un nuovo tipo di test per identificare il covid-19

Un dispositivo rivoluzionario, a basso costo, già in fase sperimentale

Al policlinico di Laakso, a Helsinki, uno dei due centri medici dedicati alle terapie contro il coronavirus, iniziano i test di un nuovo dispositivo per identificare il virus. Lo si legge in un servizio di Helsingin Sanomat in cui scopriamo che sta per iniziare il periodo di prova di questa innovativa tecnologia di una startup finlandese capace di identificare il contagio da coronavirus.

L’analisi viene condotta sull’aria espirata. Il soggetto soffia per 30 secondi in un analizzatore dotato di nove nanosensori. Ai nanosensori viene insegnato a identificare determinati composti organici che forniscono un’indicazione dello stato di salute di una persona e delle potenziali malattie.
Qualcosa di simile alle capacità di analisi del naso di un cane. “La differenza è che i nasi che progettiamo possono essere fabbricati in sede industriale”, afferma Pekka Rissanen, CEO di Deep Sensing Algorithms.
La compagnia ha già prodotto cinque prototipi, quattro dei quali destinati a un utilizzo internazionale. Un dispositivo è già in Kazakistan e gli esperimenti sono iniziati venerdì. Un altro dispositivo è stato inviato nei Paesi Bassi, un altro in Sudafrica e un altro ancora in Brasile.
Al policlinico di Laakso, secondo Rissanen, entro la metà di agosto sapremo di più sulle possibilità del dispositivo, quando un centinaio di nuovi analizzatori saranno pronti per il test.
Se l’infezione covid-19 può essere identificata mediante test di espirazione, è indubbio il vantaggio del test in termini di tempi e costi.

Il dispositivo pesa 250 grammi, è alimentato a batteria e poco costoso da produrre. Una prova costa due euro.
“È noto che il corpo umano produce sostanze diverse quando si difende da minacce e malattie esterne”, afferma Rissanen.
La possibilità di una diagnosi sulla base  dei gas espirati è stata a lungo discussa in sede internazionale, ma senza ancora passare alla fase sperimentale.
Le basi scientifiche della tecnologia dei nanosensori del dispositivo sono di Risto Orava, già professore di fisica all’Università di Helsinki e ricercatore presso il Centro europeo di ricerca sulla fisica delle particelle al Cern. (I nanosensori, in estrema sintesi, funzionano convertendo il materiale o il processo considerato in segnali elettrici che possono quindi essere analizzati.)

Il dispositivo dialoga con un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale nel cloud, e col tempo dovrebbe identificare se è covid-19.
“Non siamo ancora a quel punto, per ora stiamo solo insegnando al nostro naso industriale cosa dovrebbe riconoscere”, afferma Rissanen.

Diverse malattie identificabili con l’analisi del fiato. da www.technology.org.

Due settimane fa un prototipo del dispositivo ha effettuato delle prove su un paziente col coronavirus. Secondo Rissanen, i dati ottenuti sembrano promettenti.
Al policlinico della capitale, viene chiesto al paziente il permesso per un test respiratorio, e naturalmente tutti coloro che effettuano il test vengono sottoposti anche a un tradizionale test col tampone.

Si intuisce facilmente che se questi test potessero confermare l’infezione da coronavirus, i portatori asintomatici e le persone sane potrebbero essere facilmente testati in Finlandia. Rissanen calcola che, in teoria, l’intera popolazione potrebbe essere testata in 10 giorni, il che faciliterebbe il monitoraggio del decorso dell’epidemia.

Il costo sarebbe trascurabile rispetto alle varie misure di controllo adottate per prevenire la diffusione della malattia.
In futuro, le capacità del nuovo dispositivo possono essere testate anche in altre malattie, come il rilevamento di stadi precoci di carcinoma polmonare e cancro all’intestino.

( Foto del titolo di Pekka Rissanen. Per le immagini utilizzate siamo pronti a far fronte alle richieste per i diritti)