Accuse di razzismo nel Parlamento finlandese, ma l’immunità salva il deputato Mäenpää

Il parlamentare del Partito dei Perussuomalaiset Juha Mäenpää non sarà indagato per incitamento all’odio etnico dopo un voto in parlamento sulla revoca della sua immunità, essendo mancata la maggioranza richiesta di cinque sesti.
La proposta di revoca della sua immunità è stata sostenuta da 121 deputati, con 54 voti contrari e 24 deputati assenti.

Tutto era partito da una mozione per revocare l’immunità legale di Juha Mäenpää in base a un’accusa di razzismo. L’incidente era avvenuto lo scorso giugno, quando Mäenpää aveva paragonato i richiedenti asilo a una “specie invasiva” in un discorso in Parlamento. Quattro distinte denunce per  le sue dichiarazioni erano state presentate alla polizia, il che aveva portato a un’indagine preliminare sui sospetti di incitamento all’odio contro un gruppo etnico.

Come leggiamo in un resoconto su yle.fi, la settimana scorsa il Comitato di diritto costituzionale aveva raccomandato al Parlamento di togliere l’immunità a  Mäenpää.  Il procuratore generale Raija Toiviainen aveva dichiarato che avrebbe accusato Mäenpää di istigazione se fosse stata revocata l’immunità parlamentare.

Juha Mäenpää è stato eletto tra i populisti Perussuomalaiset (partito degli Strafinni) al Parlamento nella circoscrizione di Vaasa, importante centro dell’Ostrobotnia. Risulta essere membro della Suomen Sisu, un’associazione che si definisce nazionalista e patriottica, critica l’immigrazione senza limiti e il multiculturalismo. Suomen Sisu difende l’idea degli Stati nazionali indipendenti, che si governano sovranamente, e si oppone a ogni cooperazione sovranazionale, in particolare l’Unione Europea.
L’associazione ha avuto risonanza pubblica nella primavera del 2006, quando pubblicò sul suo sito web alcuni fumetti della Jyllands-Posten su Maometto. Il primo ministro finlandese dell’epoca, Matti Vanhanen, si scusò per il gesto di fronte all’opinione pubblica, ma le sue dichiarazioni furono interpretate da Suomen Sisu come una maniera di “lusingare gli islamisti”.

Questo il contesto in cui probabilmente è maturata quella dichiarazione che si è guadagnata la denuncia. Ora, la Costituzione finlandese è molto protettiva verso la libertà di espressione dei parlamentari, e dunque è necessaria una maggioranza di cinque sesti del Parlamento per privare un deputato dell’immunità in seguito a dichiarazioni fatte in aula.

Il Comitato di diritto costituzionale, incaricato di presentare il caso in Parlamento, non ha preso la sua decisione all’unanimità, ma con una maggioranza di 12 a 5. Tre membri dei Perussuomalaiset nel comitato – Olli Immonen, Sakari Puisto e Jukka Mäkynen – hanno votato contro, così come due parlamentari dell’altro principale partito di opposizione, il partito di Coalizione nazionale, Wille Rydman e Heikki Vestman.
Ma va segnalato che non tutti i membri deli Perussuomalaiset  nel comitato erano sulla stessa linea, poiché Antti Häkkinen ha votato per revocare l’immunità di Mäenpää.

In parlamento i partiti, ovviamente, si sono divisi. A difesa di Mäenpää si sono schierati i Perussuonmalaiset e i Cristiano-democratici.

Jussi Halla-aho

Il segretario del partito degli Strafinni Jussi Halla-aho aveva già dichiarato che i parlamentari del suo partito avrebbero fatto blocco contro la revoca dell’immunità, ma non sono rimasti soli.
Se nessun parlamentare di Socialdemocratici, Verdi, Alleanza di sinistra o Partito popolare svedese ha votato per conservare l’immunità di Mäenpää, invece sei parlamentari del Partito di Centro e quattro della Coalizione nazionale hanno votato per conservare la sua immunità. Come Mikko Kärnä, centrista, il quale ha dichiarato che avrebbe votato contro la revoca per una questione di principio, pur avendo descritto il discorso di Mäenpää come razzista. È del parere che i parlamentari non debbano essere indagati dallo Stato per quanto dichiarato in parlamento. Una posizione che si pone sulla scia di  Antti Kurvinen, capo del gruppo parlamentare del Partito di Centro, secondo cui la questione abbraccia principii così ampi che è preferibile lasciare libertà di voto a ciascun membro del Parlamento.
“Qualcosa di vergognoso per questa Camera e vergognoso per il parlamentarismo finlandese”, ha dichiarato dopo il voto il segretario dei Perussuomalaiset Halla-aho, che nel 2012 era stato a sua volta condannato per incitamento all’odio etnico per commenti nel suo blog sull’Islam e sul popolo somalo. “È bello che abbiamo trovato voti sufficienti alla camera per porre fine a questa farsa vergognosa.”

Il capogruppo Socialdemocratico Antti Lindtman ha affermato che si augura che le cose possano cambiare in futuro e che il parlamento possa fare uso dei suoi strumenti disciplinari.
“Il leader dei Perussuomalaiset ha annunciato ancor prima che nelle audizioni della commissione si fosse ascoltato il primo esperto che i suoi parlamentari avrebbero bloccato l’iniziativa”, ha detto Lindtman. “È importante che non accada che una minoranza – anche solo di un sesto dei parlamentari – permetta al Parlamento di essere un luogo in cui è possibile incitare parti della popolazione l’una contro l’altra senza possibili sanzioni”.

Il procuratore generale Raija Toiviainen è rimasta delusa della decisione del parlamento. “Mi è bastato seguire il dibattito pubblico per indovinare che sarebbe andata così”, ha detto la Toiviainen. “Si ha l’impressione che una minoranza abbia votato per esprimere la propria accettazione di un discorso di odio razzista”.
Ad ogni modo “la maggioranza dei parlamentari, del Comitato di diritto costituzionale e degli esperti ascoltati dal Comitato sono stati dell’opinione che l’immunità avrebbe dovuto essere revocata. Lo vedevano come me, questo era un attacco razzista alla dignità umana”.

(Per le immagini pubblicate, siamo pronti a far fronte alle richieste di copertura dei diritti)