Fondo per il Risanamento: Finlandia “prudente”

Il 4 giugno il Comitato ministeriale per gli affari europei del Governo finlandese ha delineato le posizioni della Finlandia sul pacchetto di risanamento, per complessivi 750 miliardi di euro, proposto dalla Commissione europea il 27 maggio scorso.

Obiettivo del piano di risanamento è sostenere la ripresa delle economie degli Stati membri dell’UE dopo la pandemia di coronavirus e aiutare l’Europa a riprendersi. Le proposte relative al futuro quadro finanziario (QFP) e allo strumento di risanamento formano un pacchetto unico, da concordare a livello di capi di Stato o di governo.

La Finlandia si dichiara aperta a ulteriori lavori sulle proposte della Commissione entro il termine necessario; il pacchetto di misure progettato è di grande importanza economica e politica ed il governo sottolinea l’importanza di un sufficiente dibattito pubblico nel contesto della preparazione, sia in Finlandia, che in Europa e nel parlamento nazionale., quindi, affinché le decisioni siano legittime, è necessaria un’ampia accettazione da parte dei cittadini.

Le questioni chiave per la Finlandia relative al QFP riguardano, ad un livello generale, il finanziamento dello sviluppo rurale (Pilastro II) e le condizioni, in particolare per quanto riguarda lo stato di diritto e le misure climatiche. Allo stesso tempo, tuttavia, è necessario garantire che altri programmi coprano la quota maggiore del finanziamento e consentano di rispondere alle sfide attuali.

La posizione generale è che la proposta della Commissione relativa allo strumento di recupero non è accettabile per la Finlandia in quanto tale.

E propone quindi  almeno quattro modifiche chiave da apportare alla proposta:

  • Nella sua posizione preliminare, la Finlandia aveva ritenuto che il sostegno da fornire dallo strumento di risanamento dovrebbe, in linea di principio, essere sotto forma di prestiti. Tuttavia, la Finlandia è stata anche pronta a esaminare altri possibili mezzi per attuare lo strumento. Durante i negoziati, si dovrebbero cercare soluzioni per ridurre la quota relativa di sostegno sotto forma di sovvenzioni nello strumento di recupero.
  • La dimensione dello strumento di recupero deve essere inferiore e deve essere proporzionata al successivo onere del pagamento sostenuto dagli Stati membri e alla sua durata.
  • Il periodo di rimborso nello strumento di recupero deve essere inferiore ai 30 anni proposti e il meccanismo di finanziamento deve rispettare il principio di un bilancio in pareggio, stabilito dal Trattato. La limitazione a lungo termine della sovranità di bilancio degli Stati membri deve essere ridotta al minimo.
  • La durata dello strumento di recupero deve essere limitata a un periodo più breve dei quattro anni proposti dalla Commissione.

Il governo finlandese ritiene che le modifiche allo strumento di risanamento siano un prerequisito per l’applicazione della procedura ordinaria di adozione al momento di decidere in merito; la Finlandia accoglie con favore il collegamento dello strumento di recupero con il cosiddetto Accordo Verde (Green Deal).

Il netto rifiuto dei cosiddetti ‘paesi frugali’ (Svezia, Olanda, Austria e Danimarca) e di Ungheria a Repubblica Ceca alla proposta del Fondo di Risanamento, l’affiancamento, seppur non netto della Finlandia, allunga la lista dei paesi contrari alla sua attuale redazione, facendo prevedere un dibattito e negoziato non rapidi, in forte contrasto con il metodo ‘bazooka’ sfoderato dalla BCE.

Peraltro, il governo finlandese deve tenere presente che quest’anno si prevede un PIL in negativo di circa il 7% con un incremento della disoccupazione già in corso e le difficoltà interne, come sempre, acuiscono l’egoismo dei diversi Paesi, e la riluttanza a finanziare situazioni debitorie molto elevate, come quelle di Grecia ed Italia. Il tasso di disoccupazione nel 2020 dovrebbe salire all’8% circa.