Nella Svezia settentrionale rischio di contagio fuori controllo

Pensiamo che sia stimolante seguire, dal punto di vista dei media finlandese, la situazione dei contagi di coronavirus nel paese vicino, la Svezia. Abbiamo scoperto diverse cose interessanti, soprattutto nei servizi del nostro Frontaliero lappone, che mettono a confronto scelte di politica sanitaria, ma anche politiche in senso lato, molto divergenti.

Stavolta le notizie arrivano da Gällivare, in finlandese Jällivaara , un comune della Lapponia svedese di circa 17.500 abitanti, situato nell regione di Norrbotten, pochi chilometri a sud di Kiruna. A parte gli appassionati di discipline nordiche, il luogo può suscitare qualche ricordo nostalgico in una parte della popolazione dell’Italia settentrionale che, non tanto tempo fa, eravamo solo nell’estate del 2008, rigenerata alle sorgenti del Po partecipava alla VIVA World Cup 2008 trionfando, con le magliette verdi della “Padania”, in una finale di calcio contro l’Aramea. Era, questa, una selezione calcistica del cosiddetto popolo degli aramei (detti anche siriaci, di origine mesopotamica e presenti con una piccola comunità in Svezia.)

Una simpatica coppa del mondo, alla sua seconda edizione, riservata alle selezioni delle “nazioni” non riconosciute e non affiliate alla FIFA. Le altre concorrenti, per la cronaca, furono la squadra del Paese ospitante, la Sápmi, poi la regione del Kurdistan e la Provenza.

Ma torniamo alle cose serie, riprendendo quanto è scritto in un servizio apparso il 17 giugno sul sito di Yle.fi. Va detto che spesso le cronache finlandesi sulla situazione sanitaria in Svezia hanno titoli e contenuti molto allarmati o allarmistici, a volte non senza ragione. Stavolta veniamo a sapere che il comune di Jällivaara mette in guardia i suoi abitanti sul rischio che il coronavirus si diffonda in maniera incontrollata. Il comune descrive la situazione attuale come “aggravata”, e invita i residenti a fare tutto il possibile per impedire la diffusione del contagio.
Secondo il comune, le infezioni si sono diffuse soprattutto nelle strutture di assistenza agli anziani. Ci sono anche dozzine di contagi tra i dipendenti della società mineraria LKAB, la più grande miniera sotterranea di minerale ferroso al mondo, alla periferia di Kiruna, che impiega circa 4000 persone, 600 delle quali provenienti da altri paesi, Finlandia compresa.  

L’infettivologo Anders Nystedt ha dichiarato alla televisione svedese SVT che parecchi contagi che si stanno diffondendo nel comune provengono dai lavoratori delle miniere di Kiruna.  

Attualmente in diversi posti di lavoro c’è un alto tasso di personale ammalato, per non dire di alcuni reparti di strutture sanitarie in cui il 70 percento dei dipendenti si è messo contemporaneamente in malattia. Il comune comunque esorta tutti a fare lavoro a distanza, in tutti i casi in cui sia possibile. In ogni caso chiuderà ora la biblioteca, la palestra, le piscine e le strutture ricreative per i giovani.
Sempre secondo SVT il comune è del parere che anche che i trasporti pubblici dovrebbero essere sospesi. Il traffico ferroviario è già interrotto a causa di un incidente precedente.

Foto svt.se

“Stiamo entrando in una situazione molto grave”, sostiene Stefan Nieminen, responsabile delle comunicazioni del gruppo di crisi del comune di Jällivaara, in un’intervista rilasciata alla rivista Expressen.se.

Ci sono 128 contagi confermati da coronavirus su una popolazione di circa 17.500 abitanti. 7,3 infezioni ogni mille abitanti, calcola la rivista Aftonbladet.
Sempre a quanto riferisce Nieminen, 15 persone sono morte di coronavirus in un breve periodo nelle case di cura del comune di Jällivaara. Non tutti sono stati testati, la valutazione si basa sui sintomi evidenti del virus registrati tra gli anziani.

Foto: Bo Torbjörn Ek/Sveriges Radio

Jonas Hansson, un infettivologo che lavora nella contea di Norrbotten, è invece meno allarmista al riguardo. Sul quotidiano Dagens Nyheter assicura che l’aumento dei casi diagnosticati è dovuto principalmente al fatto che vengono fatti più tamponi. La situazione del contagio, conclude, per quanto seria, non è affatto fuori controllo.

A noi viene in mente un celebre aforisma di Flaiano.

(Per le immagini pubblicate, siamo pronti a far fronte alle richieste di copertura dei diritti)