Turku, funiculì funikulaari

Quando anche la tecnologia finlandese fa sorridere

“Funikulaari”, vale  a dire “chemin de fer funiculaire”, cioè ferrovia a funi. Termine di uso internazionale, come tutto ciò che rimanda a Napoli. Dove la funicolare sul Vesuvio, la prima al mondo su un vulcano attivo, fu realizzata nel 1880. Prima a vapore, poi elettrica, fu più volte fermata da eruzioni del vulcano, con cui combattè una lunga battaglia, vinta alla fine da una strada asfaltata che saliva a quota mille. Fu chiusa definitivamente nel 1984.

Ma ne restò la memoria, indistruttibile, nel testo e nelle note di una canzone, Funiculì Funiculà, scritta dal giornalista Giuseppe Turco e musicata da Luigi Denza  per l’inaugurazione del 1880. Testo di successo internazionale, riutilizzata da grandi compositori e finita nel repertorio di cantanti lirici e leggeri, ha avuto anche diversi adattamenti finlandesi (questo ne è un esempio).

Ma qui, più modestamente, vi parliamo di una discendente di quell’antica gloria, che non si arrampica su un vulcano: la funicolare di Kakolanmäki che è stata inaugurata a Turku un anno e mezzo fa. Non proprio un’impresa titanica, poco più di un ascensore, la linea è lunga circa 130 metri, e copre un dislivello di 30 metri tra la stazione superiore e quella inferiore! E tuttavia la struttura, costata quasi sei milioni di euro, non ha avuto una vita facile.
Attualmente è fuori servizio da più di una settimana poiché la ruota centrale della cabina si è rotta il 25 luglio. La nuova doveva essere ordinata al produttore del dispositivo in Italia.

E dire che, all’inaugurazione, aveva destato non poco interesse. Nata principalmente come mezzo di trasporto pubblico per i cittadini che vivono sulle pendici di Kakolanmäki, in seguito la città di Turku l’ha segnalata anche fra le attrazioni turistiche. Con risultati non disprezzabili: più di 200.000 persone l’hanno già utilizzata.

Ma oggi c’è chi la considera come una specie di escape room. Il riferimento al gioco è legato al fatto che sin dalla sua introduzione la funicolare è stata sulle prime pagine principalmente a causa dei suoi problemi di utilizzo, come in un recente servizio su Helsingin Sanomat. Va detto che parte dell’umorismo che ha scatenato, a parte le sue disavventure, è anche dovuto alla forma curiosa della sua cabina. Vagamente cubista, sui social ha scatenato paragoni di ogni genere. C’è chi l’ha paragonata a un furgone per il trasporto di prigionieri, a un carrello da miniera, alla papamobile e all’elmo di Darth Vader. Ma c’è anche di peggio.

A luglio il dispositivo si è fermato per mezz’ora, di sabato, a causa di un guasto tecnico. Sono dovuti intervenire dei tecnici per liberare i 17 passeggeri, mezzi asfissiati, dopo mezz’ora di attesa.

Okkei, niente paura, “la funikulaari si può usare tranquillamente”, proclama rassicurante il projektipäällikkö Janne Laine, responsabile del progetto per la città di Turku. Poi spiega anche perché: “Se è stato necessario fornire aiuto a 100-200 persone su oltre 200.000 passeggeri complessivi, si tratta in fondo di una ben piccola percentuale”… Poi dicono che i finlandesi mancano statisticamente di umorismo!
Il fatto è che oggi, un anno e quattro mesi dopo la messa in servizio, la sua affidabilità può essere misurata proprio sulla base di rilevazioni statistiche. Che dicono che negli ultimi sei mesi la funicolare è rimasta inutilizzata per circa 250 ore. In cui rientrano la manutenzione settimanale (circa 40 ore) e la manutenzione programmata (20 ore).
Vi sono quindi 190 ore di mancato utilizzo per guasti.

Quest’estate la funicolare è stata afflitta principalmente da problemi di connessione e da rotture di componenti, in genere riparati in tempi brevi. Ma la rottura della ruota centrale è stata una sorpresa.
“Eravamo convinti che l’usura della ruota sarebbe stata evidente durante i controlli di manutenzione, consentendoci di ordinarne un’altra con largo anticipo”, dichiara con lo stesso umorismo nero il capo Laine.
Ma le statistiche franano sul povero dirigente come una valanga.
Durante l’intero periodo di utilizzo, il dispositivo ha tenuto dei passeggeri bloccati più di 40 volte. Di queste, sono meno di dieci le volte in cui le persone sono rimaste bloccate durante il viaggio, gli altri casi sono avvenuti mentre il mezzo era in stazione, dipendendo da problemi al funzionamento delle porte. Interventi in tal senso si sono avuti a giugno e ottobre dello scorso anno, mese infausto, quest’ultimo, in cui si sono registrati 12 guasti per via delle porte difettose.

Ma l’ineffabile Laine ha risposte pronte per ogni dubbio. Di fronte alla contestazione di disservizi troppo frequenti, arriva ad affermare che sono dipesi da un eccesso di utenti, da segnalazioni dovute alla calca, da passeggeri che hanno premuto il pulsante di allarme per segnalare qualcosa d’altro; ma poi, all’arrivo degli inservienti, tutto funzionava magnificamente…

“La spiegazione va cercata nei passeggeri che sostano davanti ai sensori della porta o premono i pulsanti più volte, il che fa sì che il dispositivo sia costretto a ‘pensare’ un po’ più a lungo”. Fantastico capo Laine, lui sì che le pensa tutte!

Il quotidiano di Helsinki si prova generosamente a motivare il perché di tanta inefficienza (parola che, di per sé, genera panico nel mondo nordico.) E inanella tre motivi.

In primo luogo, le funicolari sono rare, e di solito sono pezzi unici progettati specificamente. La prima funicolare finlandese è stata messa in funzione nel Parco nazionale di Koli a Lieksa nel 1999. Le sue pause più lunghe sono state di settimane proprio a causa dei lunghi tempi di consegna dei pezzi di ricambio. (Va bene, viene da pensare, se succede a Lieksa: ma qui siamo o no nella Antica Capitale?)

Un altro motivo per spiegare guasti minori è la sicurezza della funicolare. Il complesso dispositivo funziona automaticamente senza conducente, quindi deve avere requisiti di sicurezza eccezionalmente alti. (Lo stesso, viene da pensare, vale anche per le navicelle spaziali, ma...)

La Terza Ragione è che a Turku si è proceduto alla sua realizzazione con una certa fretta. È probabile che tante complicazioni si sarebbero potute evitare con tempi di allestimento più lunghi. (Fretta ed efficienza?)

Dulcis in fundo, il capo Laine se la prende coi media. “Tutte le critiche sono legittime”, dichiara con sussiego. “Certo, ci sono stati più problemi di quanto ci si sarebbe aspettati in un progetto del genere” (Ma non era lui il capo progetto?).
“Va bene parlare coi media delle disfunzioni, ma è auspicabile che, prima o poi, tanta attenzione si raffreddi, e che non vengano dedicate mille righe ad ogni singolo problema…”

Un consiglio ci permettiamo di dare al projektipäällikkö: quando si osa sfidare gli ermi colli,  inutile prendersela, leopardianamente, con l’empia natura che, come sul “formidabil monte sterminator Vesevo”, quando viene sfidata è spinta a porre “laccio ed inciampo”. Bisogna portare pazienza. Siamo certi che le cose, col tempo si sistemeranno. E forse anche a Turku spunteranno cantori che celebreranno la sua funicolare.

Spero che abbiano anche la memoria delle origini, come l’ha avuta l’autore della canzone napoletana un secolo e mezzo fa. Nella sua saggezza, prevedeva quel che evidentemente è connaturato a ogni impresa umana, la sua imprevedibilità, e una certa altalenante cedevolezza al suo destino gravitazionale.

È gghiuta, po’ è turnata, po’ è venuta,
sta sempe ccà! (Sta sempe ccà!)