Finlandia, scuole aperte da agosto, con prudenza e flessibilità

Mentre in Italia imperversano dibattiti e polemiche sui rischi di recrudescenze del contagio pandemico alla vigilia della riapertura delle scuole, in Finlandia le scuole sono attive da un paio di settimane e centinaia di studenti sono stati esposti a potenziale infezione da coronavirus.

Un tabloid molto diffuso, Iltalehti, ha interpellato il direttore della sicurezza sanitaria dell’agenzia statale della salute, THL, Mika Salminen, chiedendogli se si dovrà ritornare all’apprendimento a distanza su larga scala, nel caso la situazione di crisi persistesse. Salminen ha risposto di no, per ora, perché anche se ci sono molte persone in quarantena, ciò non ha ancora portato a un grande picco di infezioni. Sostiene inoltre che le centinaia di ordinanze di quarantena sono la prova che il sistema finlandese sta funzionando e che le catene di infezione vengono interrotte in tempo.

Nel frattempo, un altro giornale, Ilta-Sanomat,  ha raccolto la testimonianza della dipendente del distretto ospedaliero dell’Università di Helsinki, Eeva Ruotsalainen, che avverte come la situazione sia cambiata radicalmente dopo l’estate. Nella regione della capitale, Uusimaa,  sono stati registrati circa 120-130 nuovi casi a settimana e i traccianti hanno segnalato che tra le 1.250 e le 1.600 persone sono state esposte al coronavirus. La Ruotsalainen afferma che movimenti e riunioni di gente dalla metà agosto sono tornati ai livelli di prima della pandemia, per cui occorre prevenire una seconda ondata in Finlandia e ridurne la sua forza. La valutazione su una ripresa della pandemia derivante dall’operatività scolastica è ancora prematura ma, come si osserva, le preoccupazioni e le incertezze sono diffuse anche in Finlandia.

Occorre ricordare che nel Paese le scuole avevano riaperto in maggio prima della chiusura estiva e quella riapertura non aveva provocato recrudescenza di contagi.

Foto VLK

Recentemente la ministra dell’istruzione, Li Andersson, aveva precisato che in caso di una seconda ondata di pandemia, ci sarebbe un approccio più mirato alla chiusura delle scuole nel senso di non voler tornare ad un modello in cui tutti gli studenti di tutto il paese studiano a distanza per un lungo periodo, come  era avvenuto in primavera. Una modifica della normativa consente ora alle scuole di passare dall’apprendimento a distanza all’apprendimento a contatto sulla base alle proprie circostanze. Per la Anderson “c’è flessibilità se c’è un bisogno urgente, se gli operatori non possono garantire la sicurezza altrimenti. E sulla base di questa formula,  gli studenti resterebbero per una settimana a casa alternandola con una settimana a scuola ”.

(Per le foto pubblicate siamo pronti a rispondere alle richieste di diritti)