Mikael Agricolan kirkko

Lars Sonck (Kälviä 1870 – Helsinki 1956), uno degli architetti di spicco del romanticismo nazionale, ha progettato per la capitale le opere di maggior respiro internazionale della sua ricca e variegata carriera: la sede della società telefonica di Helsinki, 1905, l’ospedale di Eira nel quartiere di Ullanlinna, completato nello stesso anno, e la chiesa di Kallio, consacrata nel 1912, edifici esplicitamente debitori della scuola americana di Henry Hobson Richardson e della “sintassi storicistica” dei graniti nell’esperienza scozzese di Aberdeen.  

La chiesa di Mikael Agricola nel quartiere di Punavuori è, invece, ascrivibile ad una fase protofunzionalista, un esempio decisamente originale e, forse, non sufficientemente apprezzata del passaggio dalla sensibilità ornamentale del Secessionstil a un disegno oramai pienamente moderno.

Nel 1930 venne indetto un concorso per erigere nel parco di Tehtaankatu una chiesa dedicata al riformatore e padre della lingua finlandese scritta: le proposte in gara furono cinquantasei, ma l’eccessivo razionalismo dei progetti spinse la giuria a organizzare un nuovo concorso due anni dopo, aggiungendo al bando la clausola del “rispetto di forme caratteristiche dell’architettura sacra”.

Dietro tale scelta c’era la presenza, nella commissione giudicante, dell’architetto e urbanista Bertel Jung, noto soprattutto come progettista del Keskuspuisto (la fetta di foresta che divide in due la porzione nord di Helsinki), personalità orientata all’eclettismo e fortemente critica verso le correnti moderne che, con un sensibile ritardo rispetto al resto d’Europa, stavano permeando l’architettura finlandese.

Il secondo concorso fu vinto da Lars Sonck che era stato membro della giuria nel primo bando: l’architetto aveva già progettato e realizzato tre chiese entrate di diritto nel novero dei monumenti nazionali, quella già citata di Kallio, la cattedrale di Tampere e la chiesa di San Michele a Turku.

Veduta dal quartiere di Eira

Nonostante le rigide condizioni poste nel secondo bando, il progetto vincitore costituì la svolta funzionalista dell’architetto, la libera elaborazione di un segno forte nel disegno urbano di un quartiere caratterizzato da una inusuale omogeneità stilistica jugend attraverso una serie di soluzioni coraggiose e originali che non trovano riscontro nelle opere precedenti dell’architetto.

Kristuskyrkan

La facciata della chiesa, anziché seguire l’orientamento della direttrice prospiciente, Tehtaankatu, riprende quello della corta via su cui insiste l’abside, Sepänkatu, imprimendo movimento prospettico a un tracciato urbano già particolarmente frammentato. La massiccia torre in mattoni a vista sovrastante il vestibolo, quasi priva di aperture e sormontata da una poderosa guglia di 30 metri, riprende in parte le caratteristiche della Chiesa di Cristo (Kristuskyrkan ) nel quartiere di Etu-Töölö, progettata da Atte V. Willberg e terminata pochi anni prima, nel 1928, ma si emancipa dalle citazioni neogotiche per inseguire il “senso profondo della grande forma”, elementi del monumentalismo di Peter Behrens e del primo razionalismo.

Con il suo profilo caratteristico, l’austero “ago su piedistallo” costituisce un segno distintivo del profilo urbano, nel suo tormentato dialogo con la vicina chiesa di San Giovanni, la Johanneksenkirkko di Adolf Emil Melander (costruita tra il 1888 e il 1891), esempio del neogotico integrale: un pungolo a quel romanticismo passatista del quale Sonck era stato un insigne esponente.  

Nel 1939, durante la guerra d’inverno, la vistosa guglia fu rimossa e collocata all’interno della torre per evitare che gli aerei nemici la usassero come riferimento balistico. A causa di problemi tecnici e strutturali il pinnacolo tornò alla sua collocazione originale solo nel 1953.

La curvatura della navata centrale, con l’arco catenario pesato capovolto (elemento che ricorre tra l’altro nel Gateway Arch di Eliel Saarinen a St. Luis), rimanda allo “slancio mistico” di Gaudì che, nell’ascetico candore dello spazio parietale, punteggiato dalle tozze colonne color crema e lacerato dal rosso intenso del presbiterio (Sonck non portò a termine la progettazione del coro), trasmette all’ambiente un senso di sospensione percettiva e di oscillamento tra antico e moderno.

La pala d’altare con il bassorilievo della deposizione di Gesù è opera di Bruno Tuukkanen (1935), autore anche delle pitture grigio-azzurre delle lunette collocate sotto la copertura delle navate laterali, scene della vita di Cristo. I lampadari centrali a tre livelli in ottone sono stati concepiti dall’architetto Arvo Muroma che partecipò anche alla progettazione dell’edificio.

La chiesa di Mikael Agricola è nota ai fedeli della capitale per la così detta messa di Tommaso (Tuomasmessu), una particolare modalità di celebrazione della liturgia domenicale introdotta dal pastore Olli Valtonen nel 1988, volta in particolare a promuovere la libertà espressiva del rito e il dialogo ecumenico tra le generazioni. Anche questo un modo per onorare il nome di chi ha donato alla Finlandia la propria cultura.


Cartoline finlandesi è una serie di articoli che propone luoghi da scoprire, monumenti da rivisitare e angoli del Paese che non sempre entrano nelle guide turistiche.

Marcello Ganassini, ugrofinnista, traduttore di letteratura finlandese ed autore della moderna edizione filologica del "Kalevala". Responsabile per la letteratura finlandese della casa editrice Vocifuoriscena.