Un nuovo “Spirito di Helsinki” nel 2025

Una proposta di Sauli Niinistö per favorire la distensione

Il presidente finlandese Sauli  Niinistö  ha proposto un Helsinki Summit 2025, che sia celebrativo del cinquantenario della conclusione della CSCE del 1975, ma anche propositivo, suggerendo che le preoccupazioni relative al clima potrebbero far riunire le grandi potenze anche su altre questioni.

Secondo Niinistö, l’incontro potrebbe essere utile non solo per le questioni climatiche ma anche per la risoluzione delle questioni militari e le tensioni nella regione. Il vertice dovrebbe aver luogo nella scia dello “Spirito di Helsinki” che diede all’epoca un grande contributo alla distensione e portò alla fondazione della OSCE nel 1995.

Niinistö ha espresso questa possibilità in un intervento pubblicato sul quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, ipotizzando che un simile incontro potrebbe esser utile per disinnescare le crescenti tensioni tra grandi potenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Nell’articolo ci si interroga su come si possa nel frattempo instaurare un dialogo costruttivo  affermando che “il modello più praticabile… è il processo avviato dall’Accordo di Parigi sul clima. Abbiamo una questione importante in comune. Risultati necessari devono essere raggiunti al vertice di Glasgow sul clima [all’inizio di novembre 2021]. La Coalizione per il Clima dei Ministri delle Finanze, che la Finlandia ha co-fondato e continua a guidare, ha un suo promettente percorso”.

Nel 2018, Niinistö aveva discusso di questioni artiche come il black carbon durante colloqui con il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Donald Trump, che aveva già deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi del 2015, al quale è stata nuovamente data adesione lo scorso febbraio. Lo stesso Niinistö  aveva sollevato questioni relative all’Artico durante un incontro del 2019 con Trump, in quell’occasione proponendo  “un primo vertice artico in assoluto, che riunisca i capi di stato e governo degli otto membri del Consiglio: Stati Uniti, Russia, Canada e cinque Stati nordici ”. Niinistö ha sottolineato l’importanza di un vertice allargato a Helsinki nel 2025, a mezzo secolo di distanza dalla Conferenza Sicurezza e Cooperazione in Europa (CSCE) a Helsinki, che riunì i capi di stato di 35 paesi dell’Europa e del Nord America con esiti non irrilevanti.

 “Tra quattro anni, la celebrazione costituirebbe una buona occasione per riportare lo spirito di Helsinki nel mondo. Ancora una volta, è necessaria una spirale positiva, prezioso fondamento dell’OSCE, rispettando i valori di libertà, democrazia e diritti ”, ha scritto il presidente.

Niinistö, che ha 72 anni, ha aggiunto che gli piacerebbe osservare questo possibile nuovo vertice dal suo divano di casa: infatti, il suo secondo e ultimo mandato come presidente termina all’inizio del 2024.

Foto dell’Ufficio del Presidente

Niinistö ha discusso di quest’eventuale Helsinki 2025 anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel in una recente conversazione telefonica da lui definita “positiva”.

È quindi evidente che il presidente finlandese non intende limitarsi a proporre una semplice parata celebrativa di un evento ormai sfumato dal tempo, come quello di 50 anni fa, ma contribuire a rianimare uno spirito assopito dalle vicende politiche e sociali dei decenni passati, riempendolo di contenuti concreti, sempre con l’obiettivo pragmatico di contribuire a costruire elementi di unione quanto più si addensano elementi di contrasto e conflitto. Una rivisitazione ed analisi di un nuovo ordine europeo e mondiale non sembrano secondarie specialmente nel corso di una ricostruzione post pandemica non facile per nessuno.