I rifiuti urbani in Finlandia e la scomparsa delle discariche

Il braccio meccanico nel bunker dell'inceneritore di Vantaa. Foto Vantaan Energia

Sia in Finlandia che in Italia, ogni abitante produce oltre 500 chili di rifiuti urbani, una cifra sopra la media europea. In patria il 29% dei rifiuti viene riciclato, il 21% compostato, il 22% incenerito e il rimanente 28% finisce in discarica.

In Finlandia, invece, il 99% dei rifiuti viene riciclato o incenerito per produrre energia o calore e le discariche finlandesi sono praticamente chiuse. Ma meno di dieci anni fa la situazione era molto diversa: oltre l’80% di quello che non si riciclava, e più della metà dei rifiuti totali prodotti, finiva in discarica.

Dati del Tilastokeskus sui rifiuti finlandesi dal 2003: in blu la percentuale finita in discarica, in verde quella incenerita e in viola quella riciclata

Questa lunga rivoluzione silenziosa è arrivata dall’alto ed è partita da lontano. Esattamente nel 1994, quando venne varata una nuova legge sui rifiuti che si adeguava alle direttive europee. La legge era stata approvata in vista dell’ingresso del Paese nell’Unione, che avvenne nel gennaio 1995. Tra gli impegni del governo finlandese c’era la progressiva riduzione delle discariche, impegno che venne continuato dai governi successivi ma divenne concreto con la successiva legge sui rifiuti, approvata nel 2011, e con quella del 2013 sulla combustione dei rifiuti.

Anche le linee guida del Ministero dell’Ambiente sono sempre rimaste orientate nella stessa direzione, e quelle odierne sono molto chiare e concisamente riassunte sul loro sito:

  • Bisogna in primo luogo evitare la creazione di rifiuti
  • Se vengono creati rifiuti, bisogna che vengano prodotti in maniera da poter essere riciclati o riutilizzati
  • Qualora non fossero riutilizzabili, i rifiuti devono essere in primo luogo riciclati come materiale e in secondo luogo come energia
  • In discarica devono finire solo i rifiuti che sono tecnicamento o economicamente impossibili da riciclare

Oltre al lato legislativo e le direttive ministeriali, negli anni si sono aggiunti investimenti per la costruzione o l’ampliamento di inceneritori in grado usare l’energia generata per generare elettricità o riscaldare l’acqua usata per il teleriscaldamento. Studi del Ministero avevano infatti indicato che, rispetto alle discariche, bruciare i rifiuti è cinque volte meno dannoso all’ambiente che lasciarli in discarica, soprattutto perché si evita che i rifiuti marciscano e sprigionino gas serra come il metano.

Tra le strutture aperte anche l’impianto di Vantaa, il più grande del Paese, inaugurato nel 2014 e in grado di bruciare 360 000 tonnellate di rifiuti ogni anno e in cui arrivano 200 camion al giorno.

Ma nonostante questo una parte dei rifiuti viene ancora imbarcata ed esportata in Svezia ed Estonia per essere incenerita.

Nel 2018 Il 55% dei rifiuti finlandesi è finito così, il resto è stato riciclato o compostato, e solo l’1% è andato in discarica.
Resta comunque il problema della cenere generata nella combustione che, dopo essere stata passata con dei magneti per separare il metallo, viene raccolta e sepolta in bunker perché potrebbe inquinare il terreno e le falde acquifere.

Ma neanche dopo che uno dei principali obiettivi è stato raggiunto le iniziative di miglioramento della gestione dei rifiuti finiscono, anche perché la Finlandia ha l’ambizione di diventare uno dei primi Paesi a emissione zero, come dimostra uno studio del governo. Le politiche sui rifiuti d’ora in avanti si concentreranno più sull’aumentare la percentuale dei rifiuti riciclati, perché la la percentuale non si è mossa molto negli ultimi anni, e perché è dove è concentrato la maggior parte del potenziale risparmio: oggigiorno infatti circa il 70% di quello che viene incenerito potrebbe essere riciclato.

Una buona parte del riciclabie che finisce più degli altri nei rifiuti misti sono rifiuti organici e plastica. La raccolta differenziata in Finlandia non è infatti obbligatoria e probabilmente l’alta percentuale è in parte dovuta anche ad alcune inchieste giornalistiche. Anni fa infatti si era scoperto che una parte dei rifiuti della raccolta differenziata finivano comunque nelle discariche, perché gli impianti di riciclaggio esistenti non erano in grado di smaltire tutti i rifiuti prodotti. Anche se la situazione è cambiata, il pregiudizio e l’abitudine sono però rimaste.

Se interessa sapere di più sull’argomento, la tv nazionale YLE ha prodotto una serie di brevi documentari su dove finiscono i rifiuti in Finlandia, i video sono disponibili su YLE Areena.