Per la prima volta in assoluto, la Commissione Europea ha riconosciuto ufficialmente la peculiarità della pastorizia delle renne praticata dal popolo Sámi di Lapponia inserendola esplicitamente nella decisione esecutiva C(2025) 8458 final. Questo passo segna un cambiamento di paradigma nelle politiche agricole e culturali dell’UE, offrendo uno strumento concreto per la tutela di una tradizione millenaria e il riconoscimento dello status di unico popolo indigeno dell’Unione.
La decisione di Bruxelles, formalizzata il 9 dicembre 2025, concede alla Finlandia la facoltà di predisporre uno stanziamento annuale fino a 10 milioni di euro destinato specificamente a sostenere questa attività. Tali fondi non fungeranno solo da sussidio diretto, ma serviranno anche come paracadute finanziario per coprire i danni provocati da condizioni meteorologiche avverse ed epidemie animali, fattori sempre più critici nel contesto del cambiamento climatico.
Parallelamente, l’organo esecutivo dell’UE ha rivisto al rialzo altri tetti di spesa per il settore in Finlandia:
– Il limite massimo per i risarcimenti relativi ai danni causati dai grandi predatori è salito da 10 a 12 milioni di euro.
– La quota nazionale destinata agli investimenti e alla gestione delle infrastrutture legate all’economia delle renne è stata elevata a 2,4 milioni di euro.
Tuomas Aslak Juuso, vicepresidente del Parlamento Sámi, ha accolto il provvedimento come un “momento storico”. Oltre a sottolineare il valore simbolico dell’atto, Juuso ha espresso gratitudine verso il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste finlandese per aver promosso attivamente la causa presso la Commissione, attuando le raccomandazioni del gruppo di lavoro sul futuro dell’economia delle renne. Tuttavia, Juuso ha precisato che il percorso è appena cominciato: spetta ora allo Stato finlandese assicurare che lo stanziamento si trasformi in azioni concrete. Il Parlamento Sámi ha già chiesto l’apertura immediata di un tavolo di confronto che coinvolga le cooperative di pascolo (paliskunnat) e le associazioni di categoria per definire le modalità di erogazione dei fondi a livello nazionale.
Tra sfide attuali e percorsi di riconciliazione
L’adozione di queste misure si allinea con le raccomandazioni espresse nel rapporto finale della Commissione per la Verità e la Riconciliazione dei Sámi. Il rafforzamento della pastorizia è infatti considerato un pilastro fondamentale per la sopravvivenza stessa della cultura indigena.
Nonostante il clima positivo, le istituzioni Sámi mantengono una posizione di vigile cautela; sebbene l’incremento dei massimali per i danni da fauna selvatica sia un passo avanti, i rappresentanti evidenziano che le cifre potrebbero non essere ancora pienamente proporzionate all’impennata di attacchi da parte di predatori registrata negli ultimi anni. La sfida si sposta ora sul piano della messa in pratica, affinché le risorse rispondano alle reali necessità di chi vive e lavora nella tundra.
(Foto delle renne di F. Figari)

