È improbabile che la guerra in Medio Oriente abbia un impatto grave sull’economia globale, a meno che non si protragga o che i prezzi del petrolio aumentino significativamente rispetto ai livelli attuali. Tuttavia, l’incertezza è elevata, il che di per sé influisce negativamente sia sulla fiducia degli imprenditori che su quella dei consumatori. Allo stesso tempo, l’inflazione è in aumento e si prospettano tassi di interesse più elevati in molte regioni. Finora i paesi nordici non sono stati duramente colpiti dal conflitto in Medio Oriente. Nessuno di questi paesi intrattiene scambi commerciali significativi con la regione e le loro economie sono tra le più efficienti al mondo dal punto di vista energetico, con una quota considerevole dei consumi provenienti da fonti rinnovabili. Questo conferisce ai paesi nordici un vantaggio competitivo in periodi di aumento dei prezzi del petrolio, commenta Helge Pedersen, capo economista del Gruppo bancario nordico Nordea.
L’economia danese si fonda su solide basi, con finanze pubbliche robuste e un elevato livello di occupazione. Le turbolenze geopolitiche potrebbero comportare una crescita economica inferiore e un’inflazione più elevata rispetto alle previsioni, sebbene entrambe rimangano a livelli relativamente favorevoli. Si prevede che i consumi traineranno l’attività economica.
L’economia finlandese è tornata ad una crescita generalizzata, con un aumento sia dei consumi privati che della produzione industriale. Questa crescita sta iniziando a sostenere il mercato del lavoro e le finanze pubbliche. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei tassi di interesse, a seguito della crisi mediorientale, probabilmente frenerà l’attività economica nella seconda parte dell’anno.
L’economia norvegese si dimostra resistente al conflitto in Medio Oriente, sebbene l’aumento dei tassi di interesse pesi sulle prospettive. L’inflazione persistentemente superiore all’obiettivo, alimentata dall’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime, probabilmente indurrà la Norges Bank ad adottare ulteriori misure restrittive. La disoccupazione rimane bassa e la corona continua a rafforzarsi.
La Svezia è ben posizionata per resistere alle sfide derivanti dalla guerra in Medio Oriente, grazie alle condizioni favorevoli a una crescita sana. L’aumento della domanda internazionale sosterrà le esportazioni, mentre il mercato del lavoro continuerà a migliorare. La bassa pressione inflazionistica iniziale offre alla Riksbank un margine di manovra per valutare l’evoluzione della situazione nel corso dell’anno.
| PIL reale, % su base annua, maggio 2026 | ||||
| 2024 | 2025E | 2026E | 2027E | |
| Mondo | 3.4 | 3.5 | 3.1 | 3.3 |
| Danimarca | 3.5 | 2.9 | 2.1 | 1.9 |
| Finlandia | 0,4 | 0,2 | 1.0 | 1.5 |
| Norvegia (continentale) | 0,6 | 1.8 | 1.5 | 1.3 |
| Svezia | 2.0 | 1.8 | 2.3 | 2.1 |
| Fonte: Nordea Markets | ||||

