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Finnair, tra crisi geopolitiche e nuova strategia

Il vettore di bandiera finlandese guarda avanti dopo anni turbolenti, puntando su riequilibrio della rete, nuovi velivoli nella a flotta e un legame sempre più stretto con l’Italia.

C’è una frase che riassume lo stato d’animo con cui Finnair affronta questa fase: “pronti per il futuro”. A pronunciarla, in un’intervista concessa in una giornata di sole a Helsinki, presso la sede centrale della Finnair, è Turkka Kuusisto, presidente e CEO della compagnia finlandese, che ripercorre gli ultimi anni di trasformazione tra pandemia, chiusura dello spazio aereo russo e crisi in Medio Oriente. “Abbiamo affrontato molti cambiamenti e difficoltà dal 2020 al 2023, ma ora siamo pronti per il futuro”, dichiara.

Il momento più duro in assoluto, spiega Kuusisto, resta la pandemia. A quella crisi si è poi sommata la chiusura dello spazio russo, che ha costretto Finnair a ripensare da cima a fondo la propria rete, perdendo la rotta più breve verso l’Asia. Proprio in queste crisi successive, però, la squadra ha dimostrato capacità di reazione, gettando le basi della nuova strategia lanciata nel novembre 2025, oggi in pieno slancio. Anche il Medio Oriente, che pesa solo per il 3% della capacità della compagnia, non preoccupa: ha persino spinto alcuni passeggeri a scegliere Helsinki come hub di connessione verso l’Asia.

Sul fronte finanziario, la relazione di fine luglio conferma che la strategia funziona: dopo un 2025 segnato dagli scioperi, l’affidabilità operativa è tornata ai livelli storici. A luglio 2025 sono stati siglati i nuovi contratti collettivi, e da allora l’azienda ha investito su coinvolgimento dei dipendenti e leadership, in un progetto interno.

Capitolo a parte per l’Italia, definita “super importante”; dodici le nuove destinazioni europee lanciate quest’estate, con Helsinki porta d’accesso privilegiata verso Norvegia (87 frequenze settimanali) e Svezia (110). Le 58 frequenze settimanali italiane restano confermate anche per la prossima estate, con new entry a Catania, Firenze e Torino, oltre ai classici Milano e Roma. L’interesse, sottolinea Kuusisto, non riguarda più solo la Lapponia, ma sta diventando un fenomeno turistico sempre più destagionalizzato. L’Italia alimenta anche il traffico verso il Giappone, servito con 28 frequenze settimanali nonostante tempi di volo più lunghi fino al 40% per l’aggiramento della Russia.

Sul piano industriale, Finnair ha ordinato diciotto Embraer E2 e punta ad acquisire fino a dodici Airbus A320 di seconda mano: i primi per potenziare le frequenze regionali, i secondi per la capacità sulle rotte più trafficate.

Sulla sostenibilità, nel 2025 l’intensità di CO2 è scesa dell’1,9%, grazie a carburante sostenibile (SAF) e maggiore efficienza. Ma il SAF costa ancora 3-4 volte più del cherosene tradizionale, mentre solo il 2% dei passeggeri è disposto a pagare un sovrapprezzo: un nodo che, secondo Kuusisto, dovrà sciogliere l’intero settore.

Sulle voci ricorrenti di una possibile fusione o vendita della compagnia controllata dallo Stato, Kuusisto non ha dubbi: la strategia punta su Finnair come azienda indipendente, che negli ultimi quattro esercizi ha dimostrato di creare valore per clienti e azionisti restando ‘stand alone’ e a  novembre l’azienda festeggerà 103 anni di storia.

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