Col suo ultimo lavoro Guerrieri d’inverno, Olivier Norek lascia il noir per addentrarsi nella Finlandia del 1939, nel cuore della Guerra d’Inverno. Il romanzo segue un giovane cacciatore, ispirato alla figura reale di Simo Häyhä, il leggendario tiratore finlandese che i sovietici ribattezzarono “la Morte Bianca” per la sua capacità di muoversi tra i boschi innevati e colpire restando invisibile.
Norek non ne fa un eroe mitologico, ma un ragazzo costretto a trasformarsi, passo dopo passo, in ciò che la guerra pretende da lui. La neve che inghiotte i rumori, il gelo che immobilizza i corpi, il silenzio che precede ogni scelta diventano parte della narrazione, mentre l’invasione sovietica si abbatte come una frattura irreversibile sulla sua vita. Il romanzo unisce tensione narrativa e profondità emotiva, restituendo un conflitto poco noto con una forza che parla anche al presente.
Norek, nato nel 1975 nei dintorni di Parigi, ha trascorso oltre dieci anni nella Police Judiciaire. La sua scrittura nasce dall’osservazione diretta dell’umanità ferita, e anche in questo cambio di registro conserva precisione, ritmo e un forte senso del reale. Guerrieri d’inverno segna una svolta nella sua produzione, ma non rinuncia alla sua cifra: raccontare la fragilità e il coraggio nei momenti in cui tutto sembra cedere.
Il libro, vincitore del premio Jean Giono 2024, ha trovato un lettore d’eccezione. Durante un incontro ristretto a Helsinki del 30 settembre 2025 con un gruppo di giornalisti, il presidente Alexander Stubb ha indicato, e consigliato, Guerrieri d’inverno, non ancora uscito in edizione italiana, come la lettura più efficace per comprendere la Guerra d’Inverno, definendola «la migliore trattazione che abbia letto, scritta da un autore francese».
Il riferimento emergeva mentre rifletteva sui paralleli — con tutte le cautele del caso — tra la Finlandia del 1939 e l’Ucraina di oggi.
Nel romanzo, osservava, si ritrovano dinamiche ricorrenti: l’illusione di una vittoria rapida, la scarsa consapevolezza dei soldati, l’impreparazione logistica. Ma soprattutto riaffiora una lezione che per i finlandesi resta fondamentale: anche un Paese più piccolo, se determinato a difendere la propria libertà, può resistere a un aggressore più grande. È questa memoria storica, spiegava, che rende la Finlandia così vicina all’Ucraina.
Olivier Norek, I guerrieri d’inverno
Traduttore: Maurizio Ferrara
Milano, Rizzoli 2026
408 pp.

