Finlandia: proteste a Loviisa per l’importazione di rifiuti italiani

Cresce il malcontento tra i residenti di Loviisa, cittadina costiera finlandese a 90 km. da Helsinki, per l’importazione di rifiuti provenienti dall’Italia destinati agli impianti di incenerimento per la produzione di energia. Secondo quanto riportato dal quotidiano in lingua svedese Hufvudstadsbladet, l’estate scorsa è stata segnata da forti disagi legati agli odori provenienti dal porto di Valko, dove parte dei rifiuti è stata scaricata.

Il giornale riporta una lamentela di una residente nei pressi del porto, secondo la quale l’odore era assolutamente insopportabile e non ha lasciato che i figli giocassero all’aperto per tutta l’estate. Le lamentele si sono intensificate durante l’autunno, con molti cittadini che hanno espresso preoccupazione per la qualità dell’aria e i potenziali rischi sanitari.

Tra il 2022 e il 2024, le importazioni di rifiuti in Finlandia sono triplicate, raggiungendo le 450.000 tonnellate nel solo 2024. L’Italia è emersa come il principale esportatore, con due terzi dei rifiuti provenienti dalle regioni meridionali di Sicilia e Campania, dove, secondo un’inchiesta di Yle, la criminalità organizzata rappresenta un serio problema nella gestione dei rifiuti.

L’Istituto finlandese per l’ambiente (Syke), interpellato dal quotidiano Hufvudstadsbladet, ha riferito che ispezioni recenti si sono limitate a un “controllo visivo” dei materiali scaricati. A complicare ulteriormente la situazione, una sentenza emessa nella primavera scorsa ha segnalato livelli elevati di batteri legionella nel porto di Loviisa, sollevando interrogativi sulla sicurezza sanitaria.

L’importazione di rifiuti è parte della strategia finlandese per alimentare gli impianti di termovalorizzazione, che producono calore per il riscaldamento urbano e energia elettrica. Tuttavia, la provenienza e la composizione dei rifiuti italiani sollevano dubbi sulla trasparenza e sull’efficacia dei controlli internazionali.

Secondo fonti ambientali e giornalistiche italiane, nel 2023 l’Italia ha esportato circa 800.000 tonnellate di rifiuti combustibili verso vari Paesi europei, tra cui anche la Finlandia. Tuttavia, i dati ufficiali sui costi specifici per la tratta Italia–Finlandia non sono pubblicamente disponibili in modo disaggregato. Nonostante ciò, possiamo fare alcune stime basate su tratte simili:

Tratta | Tipo di rifiuto | Costo stimato per tonnellata |

Roma → Amsterdam | Indifferenziato | ~200 € |

Sicilia → Danimarca | CSS (Combustibile Solido Secondario) | ~380 € |

Italia → Finlandia | CSS / Sovvalli | Stimato tra 250–350 €

 Fonti: REM Ecologia, Ispra, RiciclaNews,  Hufvudstadsbladet, Yle, Syke (Istituto finlandese per l’ambiente).

Foto del titolo: portofloviisa.f

Gianfranco Nitti
Giornalista e membro italiano dell'Associazione della Stampa Estera, visita regolarmente la Finlandia, in particolare la Lapponia, di cui scrive da anni.