Finlandia: nuovi agenti nei servizi segreti

Nella nuova National Security Overview 2026, Juha Martelius, direttore dellla Supo, politologo con dottorato in Scienze sociali, già responsabile dell’analisi strategica dell’agenzia e con incarichi al Ministero della Difesa e al Parlamento, alla guida del servizio dal 2024, descrive una Finlandia che deve muoversi in un ambiente di sicurezza più instabile e competitivo.

La SUPO — acronimo di Polizia di Sicurezza finlandese — è l’agenzia incaricata di proteggere il Paese da minacce esterne e interne. «Un’intelligence competente è nell’interesse del Paese», afferma Martelius, sottolineando che la sicurezza nazionale è tornata al centro della vita politica. Martelius osserva che la competizione tra potenze è ormai strutturale. Secondo la Supo, la Russia continuerà a perseguire obiettivi di potenza anche dopo la guerra, mentre la Cina mantiene un interesse costante verso infrastrutture critiche e tecnologie sensibili. A questo si aggiunge l’Iran, sempre più attivo nelle operazioni di influenza e nel monitoraggio delle comunità della diaspora.

Sede centrale della Supo – foto supo)

Il direttore avverte che un eventuale disgelo con Mosca non ridurrebbe i rischi. «Se i rapporti dovessero anche solo in parte normalizzarsi, la minaccia di intelligence russa diventerebbe più diversificata, perché ai metodi tradizionali si aggiungerebbero quelli che si sono dimostrati efficaci nell’attuale contesto, come l’uso esteso di attori proxy e la raccolta informativa da basi situate sul territorio russo», spiega Martelius.

La relazione insiste anche sulla sicurezza economica: la competizione per risorse critiche, innovazione tecnologica e infrastrutture digitali è ormai un terreno di confronto geopolitico. Per questo, Supo rafforza la cooperazione con le agenzie partner europee e nordamericane, considerata essenziale per anticipare minacce che non conoscono confini.

In questo quadro, Martelius ribadisce che Supo deve crescere. L’agenzia ha aperto una nuova campagna di reclutamento, con scadenza per le candidature fissata al 27 marzo. L’obiettivo è ampliare la capacità di raccolta e analisi in un contesto sempre più complesso.

A chiarire il profilo dei candidati è Pekka Hiltunen, capo del Dipartimento Intelligence del Supo, che invita a superare l’idea dell’agente “classico”: «speriamo di attirare candidati con percorsi vari e diversi. Sapersi mimetizzare è un vantaggio nell’intelligence, ma un’esperienza nella pubblica amministrazione non è un requisito per diventare esperti di intelligence umana», afferma. Gli esperti di intelligence umana sono coloro che raccolgono informazioni attraverso contatti diretti, osservazione sul terreno e interazioni personali: una componente cruciale in un’epoca in cui le minacce si muovono tra spazi fisici e digitali.

Martelius conclude con una nota di realismo: la Finlandia deve essere in grado di proteggere i propri interessi, anticipare le intenzioni degli avversari e collaborare con i partner internazionali. «Un’intelligence competente non è un lusso», ribadisce. «È una necessità per il futuro del Paese».

(Foto del titolo: Juha Martelius – foto supo)

Gianfranco Nitti
Giornalista e membro italiano dell'Associazione della Stampa Estera, visita regolarmente la Finlandia, in particolare la Lapponia, di cui scrive da anni.