Quante sono le chance che, dopo aver vissuto a Helsinki ed esserti trasferita a Parigi, una famosa scrittrice finlandese faccia la sua unica presentazione parigina proprio nella libreria del tuo quartiere? Pochissime, eppure è successo!
Venerdì 3 aprile Satu Rämö è arrivata alla libreria “Le comptoir des mots” nel XX arrondissement alle 8 di sera, per parlare della sua serie di romanzi polizieschi.
La chiave di questa felice combinazione è il proprietario della libreria, che ha avuto un vero colpo di fulmine letterario per “Hildur”, il primo dei gialli di Satu Rämö, e che, grazie ai suoi stretti rapporti con l’editore Seuil, ha potuto assicurarsi la presenza della scrittrice.
Il suo passaggio da Parigi non è stato casuale: il 1° aprile di quest’anno, infatti, le è stato consegnato il premio Point par Points 2026 per il miglior romanzo poliziesco. Il suo libro “Hildur” ha sedotto una giuria di 130 lettori e librai con i suoi personaggi principali, Hildur Rúnarsdóttir e Jakob Johanson, e le descrizioni della natura islandese.

“Hildur” è stato inizialmente pubblicato in Francia nel 2024 (in Finlandia nel 2022) dalle edizioni Point, e poi ripubblicato dalla casa editrice Seuil, che ha anche fatto uscire nel 2025 il secondo libro della serie, “Rósa & Björk”. A settembre sarà disponibile la traduzione francese del terzo, “Jakob”. Per gli altri due, “Rakel” e “Tinna”, i francesi dovranno pazientare ancora un po’.
Anche i finlandesi stanno aspettando con impazienza l’uscita del sesto romanzo.
In Italia per ora è stato pubblicato da Newton Compton Editori solo il primo con il titolo “Morte nei fiordi”.

Nel 2023 Rämö è stata la scrittrice finlandese più venduta con circa 330 mila copie. Rósa & Björk oggi è arrivato a un milione di copie vendute nel mondo. I suoi libri sono tradotti in 19 lingue e presto dovrebbe uscire una serie televisiva.
Questo non è il suo primo riconoscimento internazionale: nel 2015 la rivista di viaggi Mondo le aveva attribuito il premio “Libro di viaggi dell’anno” per Islantilainen voittaa aina, “L’islandese vince sempre”, e l’anno scorso “Hildur” ha vinto il premio Petrona come Miglior Romanzo Poliziesco Scandinavo (nella sua traduzione inglese).
La sua carriera come scrittrice però non è iniziata con i gialli, ma con i libri di viaggio e le guide dell’Islanda. Lei, infatti, è arrivata in Islanda per completare i suoi studi di Economia e si è fermata per amore.
Per avere un’idea della sua vita nell’isola nordica, ma anche della società e natura islandese, si può leggere “My Journey to Iceland: 10 Crazy Years Later and I am Still Here” (2016, disponibile solo in inglese). Con suo marito e i loro due figli vive a Ísafjörður, nella regione dei fiordi dell’ovest.
Che cosa ha raccontato Satu Rämö alle sue lettrici (il pubblico dell’incontro era a schiacciante maggioranza femminile)? Soprattutto la genesi dei suoi romanzi.
È stato molto interessante scoprire come crea le sue storie: innanzitutto nella sua mente.
Per i primi due o tre mesi si racconta la storia e quando arriva a darle un senso compiuto scrive una prima sinossi di una decina di pagine. Questa è per lei la fase più difficile, che le prende però un tempo piuttosto breve.
Per spiegare meglio il processo ha utilizzato un divertente paragone: il pesce. Quando compriamo un pesce fresco al mercato meglio cucinarlo rapidamente per ottenere un buon piatto che lasciarlo nel frigo per giorni pensando come cucinarlo!
Questa primissima stesura resta segreta, condivisa solo con il suo editore, e ne seguono almeno altre cinque, via via più elaborate e raffinate, arricchite con dialoghi e descrizioni. I suoi personaggi Hildur e Jakob invece restano con lei tutto il tempo, sorta di amici immaginari.

La serie poliziesca di cui “Hildur” costituisce il primo libro è ambientata a Ísafjörður, dove l’autrice vive da anni, e come nella realtà in questa cittadina la polizia conta un solo detective. Questa piccola città della regione dei fiordi dell’ovest è considerata ‘isolata’ anche per gli islandesi!
Rämö ha dunque scelto di raccontare una realtà che conosce benissimo, dopo vent’anni di vita in Islanda l’isola è diventata la sua casa. Ha voluto però aggiungere anche un altro punto di vista; ed ecco come Jacob, poliziotto stagista appena arrivato dalla Finlandia, trova il suo spazio. L’autrice ha spiegato che non voleva creare dei personaggi stereotipati, ed ha dunque scelto di dare a ciascuno caratteristiche non sempre attribuite al loro sesso. Non voleva neppure creare una sorta di alter-ego; quindi, ha optato per un personaggio maschile.
Hildur è un po’ una testa calda, più azione che riflessione. È spericolata, sportivissima, ama le attività ad alto tasso di adrenalina come fare surf d’inverno nel gelido mare islandese. Non vuole una relazione fissa e pur essendo una grande sportiva mangia in maniera molto disordinata.
Jakob al contrario è riflessivo, parla poco. Pur essendo un uomo alto e bello non si cura del suo fascino e il suo più grande dispiacere è non poter vedere suo figlio, rimasto con la madre dopo un divorzio finito male. L’hobby che ha scelto per scaricare la sua angoscia è il lavoro a maglia, in cui è bravissimo. Insomma, un uomo lontano dallo stereotipo del poliziotto macho.
I due caratteri opposti rappresentano per l’autrice anche il carattere dei finlandesi contrapposto a quello degli islandesi.
La Finlandia, o meglio la Lapponia, terra natale di Jacob, è anche lo scenario di una parte di uno dei libri successivi.
Un’altra rivelazione interessante dell’autrice è stata la sua riluttanza a soffermarsi sugli aspetti più truculenti delle storie. Come scrittrice di gialli non si tira indietro davanti ai cadaveri, ma non vuole neanche traumatizzare i suoi lettori; persino come lettrice preferisce saltare certi passaggi dei libri dei suoi colleghi.
Nei primi due romanzi si parla anche di due bambine scomparse. Soprattutto quando si tratta di bambini e minorenni non vuole addentrarsi in particolari scabrosi. Ha dichiarato che essere riuscita a trovare una soluzione del caso che non corrisponde alle soluzioni più ovvie e brutali è stata una delle cose che l’ha più riempita di soddisfazione.

Dato che non ama parlare di argomenti che non conosce bene, per meglio descrivere Jakob nella sua produzione di maglioni in stile islandese ha chiesto ad un’amica appassionata di questo hobby di darle qualche lezione. Il lavoro a maglia in Islanda è una vera passione nazionale, praticata da moltissime persone.
Così è nato nel 2022 il libro Siggan ja Satun islantilaiset villapaidat, “I maglioni islandesi di Sigga e Satu”, dato che, per dirla con le sue parole, “io sapevo scrivere un libro e Sigga fare un maglione”.
L’incontro purtroppo è stato troppo breve per scoprire se per meglio descrivere le prodezze sportive di Hildur avesse fatto surf nelle gelide acque dell’Atlantico.














