Alko

Con 360 negozi in tutta la Finlandia, Alko Oy è la società monopolistica, interamente statale, che soddisfa la sete di alcol dei finlandesi; il tutto sotto la stretta supervisione del Ministero degli affari sociali e della salute, cosa che la dice lunga sul complicato rapporto tra finlandesi e alcol. Tutti i prodotti con un livello alcolico superiore al 5,5% non possono essere acquistati se non nei negozi Alko, mentre nei supermercati comuni è possibile trovare bevande che rientrano sotto tale soglia.

La società fu fondata immediatamente dopo il periodo di proibizionismo che, dal 1919 al 1932, si era evidentemente proposto di mettere un freno ai festeggiamenti per l’indipendenza nazionale raggiunta nel 1917. Il proibizionismo fu abolito con referendum consultivo proprio nel ’32, e da allora si è consegnato il Paese all’era Alko: il primo negozio fu aperto il 5 aprile del 1932 alle 10 di mattina.

Se l’offerta, seppur standardizzata e omogenea, può risultare comunque soddisfacente (sotto il video promozionale che mostra un negozio tipico ), ciò che lascia perplesso il consumatore, almeno quello non finlandese, sono i prezzi e le gabbie di orari. Che gli alcolici siano molto tassati in Finlandia, è cosa risaputa e confermata dai dati Eurostat del 2018 che piazzano il paese nordico in testa alla classifica di quelli più cari in Europa. Sugli orari il discorso è diverso e la difficoltà ad abituarsi riguarda, forse, più il consumatore proveniente da un paese come l’Italia (ma immagino anche la Francia) in cui si può tranquillamente posare le mani su una bottiglia di buon vino a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno della settimana. In Finlandia non è certo così, e alle 18:00 in punto del sabato sera scatta il rigido coprifuoco fino a lunedì mattina, cosa che fa ripiombare il Paese in un nuovo proibizionismo ma “a disco orario”, figlio del triste mix di paternalismo e senso di colpa che contraddistingue l’approccio di questa società davanti a questa sostanza. (e.b.)