“Una catastrofe”: così Petteri Orpo su Trump e Nato

L'occupazione della Groenlandia avrebbe conseguenze disastrose

In una lunga intervista concessa al primo canale della televisione di stato il primo ministro Petteri Orpo, a proposito del rischio di un intervento militare USA in Groenlandia, ha dichiarato che l’evento porterebbe a una “situazione catastrofica, perché un paese NATO interferirebbe militarmente nel territorio di un altro paese NATO. Sarebbe una situazione talmente grave che non credo a questa possibilità, ma la considero piuttosto una formula retorica e una tattica negoziale” rassicura Orpo.

Secondo lui, l’invio di soldati è molto improbabile, perché le conseguenze sarebbero molto gravi per la sicurezza, la difesa e la cooperazione della NATO. La sicurezza europea ne risulterebbe indebolita e, dal punto di vista della Finlandia, la mossa sarebbe “molto negativa”. Orpo afferma che i discorsi di Trump si sono notevolmente inaspriti rispetto al suo primo mandato e sono “sconcertanti”.

Trump ha lasciato intendere in un’intervista al “New York Times” che gli Stati Uniti potrebbero dover scegliere tra la Groenlandia e la NATO. Secondo Trump, l’acquisizione della Groenlandia potrebbe significare l’abbandono dell’alleanza militare della NATO.

Al riguardo Orpo ha sottolineato: “La NATO è preziosa per gli Stati Uniti, così come l’intera alleanza occidentale, che comprende i principali alleati e partner commerciali degli Stati Uniti. Non credo che gli Stati Uniti arriverebbero a tanto.”

Negli ultimi giorni i responsabili della politica estera finlandese hanno evitato di condannare esplicitamente le minacce degli Stati Uniti alla Groenlandia o l’attacco al Venezuela, ma secondo Orpo nella posizione del governo non c’è nulla di ambiguo.

Elina Valtonen (wikipedia)

“Abbiamo dichiarato fin dall’inizio che il futuro della Groenlandia spetta solo ai groenlandesi e ai danesi. Da parte nostra abbiamo espresso il nostro forte sostegno.”

L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela ha violato il diritto internazionale, ma giovedì scorso  il ministro degli Esteri Elina Valtonen  non ha voluto condannare direttamente le azioni degli Stati Uniti nel Paese sudamericano.

A parere di Orpo, la questione è molto complicata.

“Abbiamo detto chiaramente che i paesi devono rispettare il diritto internazionale. Tuttavia, anche il sostegno al dittatore Maduro è una questione assai complessa. Non lo ritengo possibile”, ha dichiarato Orpo.

Per questo motivo, secondo il primo ministro, la Finlandia si limita a sottolineare che il diritto internazionale deve essere rispettato e che in Venezuela devono esserci elezioni libere.

Orpo non risponde direttamente alla domanda se il governo stia evitando di irritare Trump. La sicurezza della Finlandia è legata agli Stati Uniti e sono in corso trattative con questo Paese per l’acquisto di rompighiaccio e caccia. Per non dire del fatto che, aggiunge il premier, che “i finlandesi sono ben consapevoli del fatto che la nostra sicurezza e la nostra difesa dipendono in larga misura dagli Stati Uniti.”

La Finlandia è un paese di piccole dimensioni, ed è costretta a navigare in acque difficili, ora che il mondo è entrato in una fase di competizione tra grandi potenze con la massima attenzione rivolta ai propri interessi. E chiaramente le incertezze, le preoccupazioni e i conflitti di dimensioni globali colpiscono duramente la Finlandia, paese che dipende fortemente dalle esportazioni.

“Ciononostante, difendiamo l’ordine mondiale multilaterale, il ruolo delle organizzazioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. Questi sono i principi fondamentali di cui ha bisogno un paese come la Finlandia.”

Orpo fa affidamento sul fatto che Trump ha già pronunciato discorsi duri in passato, ma dopo i negoziati il risultato è stato diverso. Questa settimana il segretario di Stato americano Marco Rubio ha smorzato i toni riguardo all’attacco alla Groenlandia, affermando che gli Stati Uniti intendono procedere all’acquisto dell’isola. Questo sta a significare che, quando Trump parla in un modo e Rubio in un altro, vale la pena prestare attenzione agli obiettivi concreti perseguiti dagli Stati Uniti. Il rafforzamento della propria sicurezza e, possibilmente, le risorse naturali dell’artico di cui ritiene di aver bisogno nella crescente competizione tra grandi potenze.

Secondo Orpo, la NATO deve ora rafforzare la difesa della Groenlandia e della regione artica. “I paesi della NATO devono unirsi e agire per rafforzare la sicurezza e la difesa della regione artica. Credo che questo sia ciò che anche gli Stati Uniti stanno cercando. Se la NATO non sarà in grado di agire, il vuoto e le preoccupazioni in materia di sicurezza descritti dagli Stati Uniti rimarranno.”

L’intervista tocca anche un altro punto importante. All’inizio dell’anno gli Stati Uniti hanno anche annunciato il loro ritiro da oltre sessanta organizzazioni e accordi internazionali. Il loro finanziamento verrà interrotto. Tra questi vi è anche il Centro europeo per la difesa dalle minacce ibride con sede in Finlandia.

Secondo Orpo, il ritiro dalle organizzazioni è una cosa molto negativa dal punto di vista di un Paese delle dimensioni della Finlandia,  ma  conferma che il Centro per la difesa dalle minacce ibride con sede in Finlandia continuerà la sua attività e non dipende dalla partecipazione degli Stati Uniti.

(Foto del titolo: valtioneuvosto.fi)