I disordini di Milano e Torino sui media finlandesi

I media finlandesi hanno seguito con attenzione, ma senza toni eccessivamente allarmistici, i disordini che nel fine settimana del 17-18 ottobre hanno scosso soprattutto Milano e, in misura minore, Torino e altre città del Nord Italia. Yle e Ilta-Sanomat, le fonti principali, descrivono gli eventi come “levottomuudet” (disordini) nati ai margini di manifestazioni contro l’aumento del costo della vita e il peggioramento dei servizi pubblici, proteste che si sono estese all’Italia a partire dalla Francia.

A Milano centinaia di giovani, molti vestiti di scuro e con il volto coperto, gran parte dei quali minorenni, hanno trasformato le piazze e le vie del centro – in particolare l’area del Duomo e via Torino – in teatro di scontri. Sono stati saccheggiati negozi (tra cui un supermercato Carrefour, punti vendita di abbigliamento sportivo e altri esercizi commerciali), devastate vetrine, rovesciati arredi urbani e lanciati oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e idranti.

Una pagina di Yle.fi

Il bilancio dei fermati supera le 270 persone solo nella giornata di domenica, con una netta prevalenza di minori sotto i 18. A Torino si sono registrati episodi analoghi, sebbene di portata più limitata, con lanci di oggetti e alcuni assalti a locali commerciali.

Il governo Meloni ha reagito con durezza. La presidente del Consiglio ha condannato senza mezzi termini la violenza, distinguendo tra il diritto di manifestare e “mettere a ferro e fuoco le città”, e ha espresso piena solidarietà alle forze dell’ordine. È stata convocata una riunione di emergenza sull’ordine pubblico e, secondo quanto riportato, il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato l’invio di circa 500 soldati dell’esercito a Milano come parte di un più ampio pacchetto di misure di sicurezza. Nel frattempo, molti negozi del centro, comprese le boutique di lusso non direttamente colpite, hanno chiuso in anticipo o protetto le vetrine temendo nuovi episodi.

La copertura finlandese resta sobria e legata alle agenzie internazionali: insiste sul carattere giovanile e spesso minorile dei gruppi più violenti, sul legame con le proteste sul caro-vita e sulla risposta istituzionale italiana. Non si dilunga in analisi politiche approfondite né in giudizi espliciti sul governo Meloni.

Quanto ai commenti dei lettori finlandesi, nelle principali testate non emergono discussioni particolarmente intense o polarizzate specificamente su Meloni in relazione a questi fatti. Sulle reti sociali e in alcuni spazi alternativi compaiono voci che collegano i disordini a questioni più ampie – immigrazione, costi della vita o priorità di spesa pubblica, incluso il sostegno all’Ucraina – ma non si registra un fronte chiaro di apprezzamento o critica mirata alla gestione dell’esecutivo italiano.

(Foto del titolo La Presse)

Gianfranco Nitti
Giornalista e membro italiano dell'Associazione della Stampa Estera, visita regolarmente la Finlandia, in particolare la Lapponia, di cui scrive da anni.