Dagli Appennini alla Lapponia: viaggiare in Ape per svegliare un orso

Michele Squeri, da Piacenza, sui 55, professione giardiniere, tranne che in inverno quando, sempre di professione, fa il traveller, cioè viaggia.  Da 15 anni a questa parte trascorre qualche mese in giro per il mondo, utilizzando vari e non convenzionali mezzi di trasporto. È stato in Bolivia, Siria, Turchia, Iran, Egitto. Ha fatto in bicicletta Etiopia, Kenya e Tanzania. Questa volta in Ape è in viaggio alla volta di Rovaniemi, sul Circolo polare artico, essendo partito il 5 novembre da Piazza Caduti a Fiorenzuola. “Sono più o meno tre mesi che sono in viaggio”, ha dichiarato ai reporter finlandesi che lo guardavano con occhi (anche loro) stralunati. “Non ho mica fretta”, dichiara poi candidamente, alla fin fine “quel che conta è il viaggio!”

Sembra uscito da un racconto di un altro emiliano, Ermanno Cavazzoni, oppure da un romanzo di Gianni Celati, uno di quegli strambi abitatori delle pianure che tra motorette, bici, o a passo lento, distratti da qualcosa di importantissimo eppure inafferrabile, semplicemente vanno. Personaggi che magari decidono di andarsene da soli senza  parlare per mesi, e allora si avventurano per territori dal clima estremo, sia il Kenia o la Finlandia in pieno inverno, non fa niente, basta andare a cercare qualcosa di inesistente, quanto più è inesistente tanto meglio. Ai confini della Lapponia, così lui la racconta per chi voglia credergli, vorrebbe entrare con la sveglia nella tana di un orso per svegliarlo. Non so se ha letto Paasilinna: ma sospetto che non ne abbia bisogno, ci mette del suo, basta e avanza.

Il nostro Gianluigi Bartolini lo ha intercettato a Tampere, traendone una divertente video-intervista da cui si può capire la bellezza e la stravaganza del personaggio, compresa la meraviglia del trabiccolo “attrezzato”, in realtà una specie di macchina rumorista di epoca futurista che, vedendola, ci si domanda come faccia a funzionare, in quelle condizioni climatiche…

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Come nasce il progetto finlandese? Naturalmente per caso, due chiacchiere al bar, come nei racconti della letteratura cui facevamo riferimento. Un amico mi dice che c’è una gara di fat-bike a Rovaniemi. Dov’è, mi domando. Nel nord della Finlandia. Si può fare? Che domande. Come?  Ma con un’ Ape Piaggio “attrezzata”. Che ci vuole, basta passare le Alpi, attraversare l’Austria, la Slovacchia e la Polonia orientale fino ai Paesi baltici, e poi dall’Estonia alla Finlandia fino a Helsinki è un niente.

Prima di partire, gli chiedono quali siano i suoi obiettivi. E lui, senza esitazioni: “ Sfiderò il circolo polare artico con cinque ruote! tre di queste ruote, motorizzate, dovranno portarmi fino a Rovaniemi e ad un auspicato ritorno, le altre due mi permetteranno divagazioni ed escursioni lungo il percorso, spinte solo dalla mia forza fisica e dalla mia volontà.” Ma come nasce un progetto simile, in tutto dieci mila chilometri su un’Ape Piaggio? E qui comincia la tipica affabulazione padana.

“A volte basta poco, un calcio ad un sasso, una nuvola strana sulla testa, una pioggia improvvisa e ci si trova dentro ad una storia… La verità è che con la scusa di questo viaggio, posso raccontarne mille. Che, con la scusa di raccontar storie, posso raccontare me. Perché io ho bisogno di scuse, per fare cose.”

Quanto all’Ape, è bastata qualche piccola  rifinitura, per le “comodità di contorno” più o meno necessarie: riscaldamento, illuminazione supplementare, organizzazione del bagaglio. Quanto serve per mettere in moto, dormirci dentro, e sopratttutto andare.
Martedì 16 gennaio, Squeri è arrivato nella capitale della Finlandia. Anche se la maggior parte del viaggio era ormai  alle spalle, il bello deve ancora venire. Nel pieno dell’inverno, con temperature che scendono sotto i 20 gradi, ora l’ obiettivo è Rovaniemi.
Mercoledì 17 gennaio, Squeri arriva a Hämeenlinna. L’intenzione è di continuare il viaggio fino a Tampere, a un certo punto da lì a Vaasa e più avanti lungo la costa fino a Kemi, prima di prendere la via di Rovaniemi.
Dove conta di essere il 16 febbraio, quando inizia in città la ROVANIEMI 150 Arctic Winter Race, una roba per matti, appunto. Una maratona di 150 chilometri con tre prove: corsa, sci e fatbike.

Squeri ha avuto tempo finora per godersi il paesaggio, la velocità del mezzo non lo disturba: velocità di crociera sui  30 chilometri, ma in salita non si va oltre i 10 o 20 chilometri all’ora! Ma veniamo al mezzo, l’Ape modificata su cui, per dire, ha dovuto installare il riscaldamento, un dispositivo artigianale che fino ad oggi non ha avuto occasione di provare. “Ma che, prima o poi…”. Nessun problema finora, ha dichiarato, ai piccoli inconvenienti ha saputo rimediare. Sta di fatto che va a “miscela”, un miscuglio di benzina e olio che deve fare da sé, con le sue mani, quando arriva a un distrubutore.

Andare, o stare? Provatevi a dare una risposta al dilemma degli emiliani di sempre, la versione padana del dubbio di Černyševski e di Lenin. Che fare? Che però da questi stralunati viene tradotto e risolto in dinamismo puro, senza tante contorsioni filosofiche: Sa fommia? andommia o stommia? Ma secondo voi, è una domanda?

La Rondine – 28.1.2018