2050: la guerra dei ghiacci

L’Artico epicentro di nuove contese mondiali

Giovanni Tonini e Cecilia Sandroni hanno recentemente presentato il volume “2050: la guerra dei ghiacci” presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Roma, confermando l’interesse del pubblico dopo l’esordio a Milano. Edito dalla piattaforma ItaliensPR, il testo propone un esame articolato sulle fusioni glaciali artiche, l’emergere di vie marittime inedite e la gara per le materie prime tra grandi potenze, supportato da un vasto apparato di oltre 1.500 riferimenti bibliografici e 19 sezioni tematiche.

Il mutamento del clima trascende la mera emergenza naturalistica, configurandosi come elemento cardine che plasma assetti politici, economici e strategici del nostro tempo. Le ultime pretese del presidente Donald Trump riguardo alla Groenlandia incarnano le argomentazioni principali del saggio: la regione artica si delinea come linea di faglia decisiva nell’ordine planetario, con ripercussioni sulla sicurezza collettiva.

Durante la presentazione romana, gli autori hanno fatto il punto sulle evoluzioni boreali. Tonini, già ufficiale navale con titoli in Scienze della Difesa, Fisica e Criminologia, ha parlato delle missioni NATO; Sandroni, specialista in affari internazionali e ideatrice di ItaliensPR, ha posto l’accento sulla mediazione culturale per favorire la concordia.

Frutto di un percorso formativo internazionale promosso da ItaliensPR, il volume prefigura contesti di accresciuta presenza militare in quell’area, rincorse a idrocarburi e minerali preziosi, nonché riflessi sul bacino mediterraneo, con effetti sugli scali italiani. “Con lo scioglimento dei ghiacci prendono avvio i conflitti”: questa massima, un tempo figurata, si tramuta in concretezza, imponendo chiavi di lettura per le frizioni tra Russia, Cina, Stati Uniti e partner NATO.

Il libro riserva approfondimenti sulla politica nazionale sull’Artico, sulle iniziative della Marina nel Grande Nord e sulle conseguenze delle vie polari sul movimento navale italiano. Esamina altresì i diritti delle popolazioni autoctone, le forme di degrado ambientale e i meccanismi di regolazione condivisa, suggerendo per l’Italia un ruolo propulsivo nei consessi globali. Gli scrittori auspicano un’arte diplomatica intrisa di cultura per attenuare pericoli, intrecciando sapere scientifico, principi morali e strategia.

Il ciclo di incontri proseguirà a Genova, Firenze, Torino, Bologna e Salsomaggiore Terme. (gn)