La Susanna Leinonen Company è una delle più famose compagnie di danza contemporanea finlandese e, nella cornice delle celebrazioni dei suoi primi 25 anni di attività, ha invitato Luca Signoretti, uno dei più premiati ed apprezzati coreografi italiani degli ultimi anni, a lavorare come coreografo ospite nel suo studio di Helsinki a marzo. La fucina creativa italofinlandese ha portato a una vera e propria rivoluzione di Mozart Mozart, coreografia messa in scena da Signoretti per la prima volta nel teatro di Regensburg nel 2022. La nuova versione è stata presentata con successo di pubblico e critica alla Tanssin Talo di Helsinki dal 10 al 13 giugno 2026.
La domanda che si è posto Signoretti quando ha cominciato a lavorare su Mozart è stata la seguente: “Cosa succederebbe se Amadeus fosse oggi ancora vivo e presente fra il pubblico dello spettacolo?”. A partire da questa prima questione creativa Signoretti ha cominciato a studiare le abbondanti fonti sulla vita e le opere del celebre compositore.
Nel reinventare la sua coreografia a Helsinki, Signoretti ne ha mantenuto la struttura originale divisa in quattro parti e l’essenzialità dei costumi, ma ha cambiato quasi tutto il resto: la scenografia, la maggior parte della musica, i ballerini e i movimenti. Signoretti ha avuto carta bianca da Susanna Leinonen ed è stato assistito a Helsinki da Filippo Buonamassa, uno dei ballerini della produzione di Regensburg.
La rivoluzione creativa è stata provocata dall’incontro con i nuovi ballerini della compagnia: “Tutti non solo sono estremamente professionali, ma hanno caratteri molto forti”, sottolinea Signoretti durante la mia intervista alla Tanssin talo. Un ruolo inaspettato è stato svolto dal giovane Waltteri Voitila: “Non ho mai lavorato con un ballerino così. È estremamente timido, ma in studio e sul palco dà tutto, come se avesse un bisogno disperato di muoversi. È talmente intenso da poter occupare il palco da solo e, nei fatti, si è ritagliato il ruolo di Mozart nella coreografia, dando un apporto fortemente emotivo all’elaborazione scenica del personaggio”. Nella versione di Helsinki, Mozart dunque non solo è immaginato fra il pubblico, ma si muove anche sulla scena.

Voitila ha solide basi di balletto classico, è membro del Balletto Nazionale Finlandese e vanta già presenze in diverse produzioni coreografiche. Ha lavorato sia nel classico Lago dei cigni di Tchaikovsky che nella recente e contemporanea produzione T(r)anssi (2022, Opera e Balletto Nazionale, Helsinki).
La prima parte di Mozart Mozart, il Risveglio si apre in modo enigmatico: la sala è avvolta nell’oscurità, si sente un rumore di pioggia e appare una luce sotto a un ombrello. Alcuni ballerini danzano a turno sotto l’ombrello, e a volte puntano la sua luce verso il pubblico, abbagliato da lampi improvvisi, quasi a ricordare che palco e pubblico fanno parte della stessa dimensione. “L’ombrello luminoso è una metafora della creazione artistica, che al tempo poteva avvenire sotto la luce di una candela,” chiarisce Signoretti.
Fra penombra e luce, Mozart, ovvero Waltteri Voitila, si sveglia e comincia a scrivere: non su un foglio ma sul corpo di una ballerina, Marie da Silva, l’incarnazione della creazione musicale che prende vita e comincia a danzare.
La gloriosa musica di un Requiem di Mozart traghetta veementemente nell’atmosfera gloriosa della seconda parte, il Viaggio di Mozart. Tutti i ballerini danzano con fogli nelle mani o che volano via dalle loro palme. La girandola di fogli rappresenta sia gli infiniti spartiti che le numerose lettere scritte da Mozart durante i viaggi.

Mozart non solo è stato estremamente prolifico nel comporre, ma era anche un concertista che viaggiava senza tregua per l’Europa, scrivendo incessantemente missive a parenti e amici. Le lettere aprono importanti squarci sulla vita e la psicologia del compositore, che conosciamo molto meglio di altri suoi colleghi proprio grazie alle numerose missive che sono pervenute sino ai nostri giorni.
Nell’intera coreografia di Signoretti compare l’elemento chiave della scrittura frenetica di Mozart e dei fogli con i quali i ballerini ballano e a momenti quasi lottano sino a essere sopraffatti dall’esuberanza espressiva del compositore. Questa parte è molto collettiva, ma introduce anche i vari ballerini, e subito colpisce l’originalità espressiva e la diversa personalità di ciascuno di loro. La musica esplode in crescendo e nel climax finale Mozart crolla su un tappeto di fogli.
I costumi, creati da Sari Nuttunen, sono molto semplici: un corsetto – a rappresentare la moda del ‘700 – e dei pantaloni chiari per gli uomini; un top e pantaloncini a bomboniera per le donne. L’essenzialità dei costumi, abbinata a un uso sobrio delle luci e a una scenografia spartana, concentra tutta l’attenzione degli spettatori sui movimenti e l’abilità dei ballerini.
La musica più giocosa ed intima di un minuetto di Mozart per quintetto d’archi trasporta nella terza sezione, le Storie d’amore. Questa parte è dominata dai balli di due coppie. La prima, composta da Katariina Luukas e Vilhelm Bjerser, rappresenta un rapporto passionale e giovanile di Mozart. La Lukas ha uno stile molto solare e tecnicamente convincente, grazie a una robusta formazione classica. Bjerser, che proviene anche lui dal balletto, è veemente e a tratti dominante nella focosa relazione.

La seconda coppia, Marie da Silva e Sam Vaherlehto, incarna un rapporto più maturo e contrastivo del compositore: in questo caso da Silva più volte risulta essere dominatrice rispetto al compagno. La da Silva è una ballerina tedesca e secondo Signoretti è quella che ha trovato più affine allo stile del suo movimento, che alterna dolcezza e rabbia, una fluidità morbida che può essere seguita da momenti taglienti e intensi. Di Vaherlehto colpiscono i movimenti fluidi e una presenza scenica carismatica e sicura, dovuta anche alla sua lunga carriera ed esperienza nella street-dance. Il duetto fra i due ballerini risulta fra i momenti più poetici e riusciti dello spettacolo.
Le note della Sinfonia n. 25 di Mozart rapiscono poi verso la quarta parte, il Gran Finale. All’inizio compaiono quattro ballerine, Katariina Luukas, Marie da Silva, Joanna Salmikannas e Rebekka Guðmundsdóttir. Rappresentano diverse seduttrici che competono fra loro per un’avventura galante con Mozart. In questo frangente giocoso e a tratti umoristico le quattro ballerine all’inizio ballano fra loro e sembrano sedurre o essere sedotte dalla musica stessa. In un secondo momento interagiscono con i ballerini. Fra le ballerine più giovani, la Salmikannas è a detta di Signoretti “una scheggia giovanile, fresca e piena di energia impattante”, mentre l’islandese Guðmundsdóttir ha un’espressività molto personale ed emotiva.
Nel momento finale, ricompare l’idea dei fogli-partiture, che si ingigantiscono e sono rappresentati da sottili materassi bianchi mossi e portati in giro per il palco dai ballerini. Delle partiture vengono proiettate sulle loro superfici e a tratti la musica prende il sopravvento sulla vita di Mozart, circondato dalle masse dei materassi e in qualche modo imprigionato dal suo stesso mito musicale. Il rapporto fra le parti è però complesso, perché ad un certo punto sono i materassi, ovvero la Musica, ad inginocchiarsi di fronte al Mozart rappresentato da Voitila. In una sorta di apoteosi eroica in cui Mozart si fonde o dissolve con la sua musica, il compositore crolla sfinito al suolo.

La coreografia di Signoretti ha l’indubbio pregio di essere fluida e godibile nell’insieme: le diverse parti scorrono fra loro come un fiume, senza pause, formando un caleidoscopio di climax emotivi di forte intensità e impatto emotivo.
Nel complesso Mozart Mozart risulta uno degli eventi culturali e artistici più riusciti dell’intera stagione: un elegante viaggio nel complesso mondo del geniale compositore che dimostra anche quanto sia variabile la gamma delle sue espressioni musicali e delle emozioni che fanno scaturire nei ballerini e nel pubblico contemporaneo. La partecipazione di ballerini di diverse età ed esperienze accresce la ricchezza e complessità dell’opera. La coreografia è un dinamico dialogo e una riuscita danza fra vecchio e nuovo: musica classica, balletto classico e danza e sensibilità contemporanea. L’opera ci fa riflettere come un classico come Mozart non sia solo tale perché la sua musica viene costantemente riproposta in concerti, ma sia un personaggio ancora in grado di ispirare nuove e sorprendenti espressioni artistiche che rinnovano la sua importanza nell’immaginario contemporaneo.














