Inari compie 150 anni: la Lapponia che attira gli italiani

Inari ha celebrato i 150 anni dalla fondazione del Comune con una giornata di eventi che ha trasformato il centro culturale Sajos in un crocevia di musica, memoria e identità. Una ricorrenza che racconta non solo la storia della Lapponia più autentica, ma anche il suo crescente ruolo come meta internazionale — sempre più amata anche dagli italiani.

Il sindaco Tommi Kasurinen ha aperto la cerimonia ricordando l’unicità di Inari: il Comune più vasto della Finlandia, un territorio immenso dove convivono quattro culture — finlandese, Inarisaami, Koltansaami e Sámi del Nord — e dove la natura artica non è sfondo, ma parte integrante della vita quotidiana. E ribadendo come “La celebrazione dei 150 anni di Inari unisce le persone che vivono in questa regione.”

Un’area che confina per oltre 300 km con la Russia, un dato che non suscita timori tra residenti e visitatori: al contrario, alimenta curiosità e interesse per una regione che resta sicura, stabile e sorprendentemente vitale.

La musica ha scandito l’intero pomeriggio. La voce intensa di Ulla Pirttijärvi & Ulda, tra le interpreti più note del joik, canto tradizionale Sámi, ha aperto una serie di esibizioni che hanno portato sul palco giovani talenti locali come Anna Lumikivi-Lemmetty, Jonne Fofonoff e Anna Morottaja. Una dimostrazione concreta di come la cultura sámi non sia un patrimonio da museo, ma una tradizione viva, capace di rinnovarsi.

Molto attesa la presentazione del volume Ihmisten Inari – Kohtaamisten maa (“L’Inari delle persone – Terra di incontri”), illustrato dal professore Veli-Pekka Lehtola e dal giornalista Jaakko Peltomaa. Il libro racconta un territorio che, nei secoli, è stato punto d’incontro di popoli, lingue e rotte commerciali: un mosaico umano che ancora oggi definisce l’identità del Comune.

Dopo il tradizionale juhlakahvitus, il caffè festivo, la festa è proseguita con lo spettacolo Ruottukan valoja del gruppo Valoiset e con il discorso del presidente regionale Hannu Takkula, che ha sottolineato il ruolo di Inari come “porta settentrionale della Finlandia”, luogo dove tradizione e modernità convivono senza frizioni.

La celebrazione arriva in un momento di forte crescita del turismo artico. Gli aeroporti della Lapponia — tra cui Ivalo, lo scalo di riferimento per Inari — hanno registrato nel 2024 un aumento record del 19% dei passeggeri, raggiungendo 1,8 milioni di transiti . L’Italia figura tra i mercati europei in crescita nei collegamenti con la Finlandia (+6,9%) , e l’estate 2026 si preannuncia particolarmente favorevole: le temperature canicolari nel resto d’Europa stanno spingendo molti viaggiatori a cercare sollievo nel fresco artico.

Il canto finale dedicato al lago Inari, intonato dagli Ivalon Laulumiehet, ha chiuso la serata come un abbraccio collettivo. Un modo per ricordare che, in questo angolo remoto d’Europa, la storia non è mai solo passato: è un ponte verso il futuro.

( Foto per concessione del Comune di Inari, Inarin Kunta.)

Gianfranco Nitti
Giornalista e membro italiano dell'Associazione della Stampa Estera, visita regolarmente la Finlandia, in particolare la Lapponia, di cui scrive da anni.