Incerti sotto lo stesso cielo

Una mostra di Giovanna Incerti alla Galleria Koola di Helsinki

Una piccola galleria su Pengerkatu accoglie dal 21 marzo una bella mostra di oggetti preziosi realizzati da Giovanna Incerti. L’artista, nata a Latina, ha seguito corsi di pittura e ceramica in Italia e in Belgio, prima di trasferirsi dieci anni fa a Tampere dove risiede con la famiglia e fa arte.

La mostra presenta sculture di ceramica e metalli, combinati insieme a formare oggetti con una tecnica di cottura giapponese, raku, che consente di modellare l’argilla in tempi rapidi, con screpolature e colorazioni che la rendono riconoscibile.

I soggetti sono ispirati al mondo naturale (umano, animale e vegetale), ma con antiche radici mitico-letterarie. Ed è qui che mi pare che rimandi la ricerca dell’artista.

Il titolo di una delle opere presentate, Metamorfosi, potrebbe essere adatto all’intera mostra, più prosaicamente intitolata “Under the same sky”. Anche nella presentazione leggiamo rimandi di natura ecologica a un rapporto tra “mondo umano e mondo naturale attraverso un linguaggio simbolico”, ma non mi pare il tratto saliente del suo lavoro.

Giovanna Incerti mi sembra chiaramente mossa da memorie di un passato profondamente letterario, in cui figure come Giano o Dafne, o paesaggi Finisterra, segnalano una dimensione di transizione o trapasso da una dimensione a un’altra, che è insita nei materiali utilizzati. L’argilla si fa tronco e questo a sua volta si metamorfizza in un corpo umano in meditazione o in lettura, mentre un cespuglio di idee gli si affolla sulla testa. Enormi cetacei si librano come uccelli in volo, ma dentro spelonche di bronzo risonante che hanno più della dimora di un ciclope che di un leviatano.

L’uso sapiente dei materiali aiuta a capire il senso delle transizioni: il bronzo si fa fiore, la ceramica si fa radici che salgono verso l’alto come fiamme.

Su tutto domina il formato capolettera, e l’uso sapiente degli smalti ci aiuta a comprenderne la missione. Quasi tutte le opere, per forma e dimensioni, potrebbero essere concepite come traduzione cristallizzata di miniature di un codice medievale. Cosa usavano gli antichi illustratori?  Pigmenti a base di terre (gesso e lacche), minerali naturali (lapislazzulo, azzurrite) o artificiali (fuliggine, minio, cinabro), metalli, piante (derivanti da fiori, tipo lo zafferano, erbe, bacche, cortecce o radici). Giovanna Incerti lavora col fuoco materiali molto simili.

Il mondo mediterraneo della sua formazione ha incontrato la dimensione nordica e si è tradotto in piante e animali più vicini a Tampere che a Itaca, ma la facoltà immaginativa e la fonte dell’ispirazione non è mutata. Qui i capilettera di Gallen Kallela l’hanno ispirata più che quelli di uno scriptorium cistercense. Ma le radici, la Resilienza, sono sempre quelle.

Persona mite, all’aspetto, Giovanna Incerti, ma è capace di domare le fiamme e asservire il bronzo. Guardatevi da quelle mani di Circe, è in grado di trasformarci tutti in qualcosa d’altro. Beyond Ourselves.  

(Foto del titolo di Assel Paju)


Under the Same Sky

KOOLA Art Space

Pengerkatu 9, Helsinki

In collaborazione con IIC Helsinki

@IncertiMomenti

Nicola Rainò
Giornalista, traduttore letterario, studioso di lingua italiana e storia dell'arte. Emigra dal Salento a Bologna per studi, poi a Helsinki per vivere. Decise di fondare La Rondine una buia notte dell'inverno del 2002 dopo una serata all'opera.