Sanna Marin: vince per l’economia in UE e per la leadership nel partito

L’economia finlandese è emersa dalla primavera del coronavirus come vincitrice all’interno dell’Unione Europea. Un buon numero di economisti intervistati dalla radiotelevisione finlandese Yle afferma che il peggio è passato per quanto riguarda l’impatto economico della pandemia. La scorsa primavera, molti centri di analisi e banche avevano previsto che l’economia finlandese avrebbe potuto avere un calo fino al 10% quest’anno a causa della crisi pandemica; tuttavia, secondo i dati preliminari pubblicati recentemente dall’Istituto Finlandese di Statistica, il PIL destagionalizzato è diminuito di appena il 3,2% nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente. Adeguato ai giorni lavorativi, il PIL è stato inferiore del 4,9% rispetto ai corrispondenti mesi del 2019.

L’economia finlandese risulta dunque essere uscita  relativamente indenne. Anche sulla base dei dati di Eurostat, la scorsa primavera l’economia finlandese è stata la migliore nell’UE. In media, il PIL dei paesi dell’UE è precipitato dell’11,7% tra il primo e il secondo trimestre di quest’anno, ovvero più di tre volte peggio che in Finlandia.

La vicina Svezia, che ha adottato un approccio più rilassato sulla pandemia e ha subito tassi di infezione e mortalità molto più elevati, ha visto la sua economia diminuire dell’8,6% nello stesso periodo. Un altro vicino nordico dell’UE, la Danimarca, ha registrato un calo del 7,4%.

Yle ha intervistato 22 importanti economisti finlandesi sulle prospettive per l’economia del paese: dodici di loro hanno affermato di non ritenere che l’economia rallenterà ulteriormente quest’anno o che potrebbe addirittura migliorare.

Sette hanno affermato che la situazione è così indecifrabile che non è possibile fare previsioni per l’autunno, mentre tre hanno affermato di aspettarsi un ulteriore deterioramento della situazione.

Tutti hanno convenuto che le prospettive per l’autunno sono eccezionalmente incerte e dipendono in larga misura dalla ripresa dei mercati di esportazione finlandesi. All’inizio di quest’anno, prima della diffusione della pandemia, molti avevano un portafoglio ordini completo, ma da allora la domanda è crollata.

“Ci sono molti settori in cui le prospettive non possono essere valutate fino all’autunno. Quando la stagione delle vacanze nell’Europa [continentale] finirà, inizieremo a vedere segni della capacità e della volontà delle società internazionali di investire dopo la crisi”, così si esprime Tuuli Koivu, capo economista della banca Nordea.

Quasi tutti gli intervistati hanno affermato che l’economia finlandese è sopravvissuta alla pandemia relativamente indenne rispetto ad altri paesi dell’UE perché è riuscita a controllare meglio la diffusione della malattia. Gli economisti concordano sul fatto che il governo e in genere l’amministrazione pubblica hanno generalmente preso le decisioni giuste al momento giusto e che gran parte della forza lavoro è passata senza problemi al lavoro a distanza, grazie a solide competenze e infrastrutture digitali.

Sanna Marin, primo ministro e capo partito

Della fiducia nelle misure del governo adottate durante la pandemia e per alleviare la situazione economica si avvantaggia il primo ministro Sanna Marin che, assunte le redini del governo nel dicembre scorso, domenica 23 ha assunto anche quelle del suo partito, SDP (Partito socialdemocratico), che guida la coalizione governativa di centro sinistra. Ne ha infatti assunto la presidenza indicando priorità che si concentrano sul lavoro e sull’istruzione.

Marin e Rönnholm a Tampere

Il suo predecessore come premier e presidente di partito, Antti Rinne, ha ufficialmente consegnato il martelletto a Marin in un congresso di partito a Tampere, città della Marin. A lei e ad Antton Rönnholm, che è stato rieletto all’unanimità come segretario del partito, sono stati consegnati mazzi di fiori mentre “Don’t Stop Me Now” dei Queen risuonava nel centro congressuale Tampere Hall. Durante il discorso politico, la premier ha affermato che la priorità principale per il partito nei prossimi negoziati di governo dovrebbe essere il rafforzamento dell’occupazione in modo equo, promettendo in particolare di volersi concentrare sull’istruzione, compresa un’estensione della scuola dell’obbligo, nonché sul lavoro di ricerca e sviluppo.

Il ruolo di Marin come leader del partito era stato certo già dalla fine dell’anno scorso, quando aveva improvvisamente sostituito Rinne come primo ministro a seguito di un diatriba per una lunga disputa di lavoro. A quel punto Marin venne eletta di stretta misura dal consiglio dell’SDP battendo il presidente della delegazione parlamentare, Antti Lindtman.

La proclamazione dei due nuovi dirigenti SPD

Antti Rinne, 57 anni, ex capo di un sindacato, ha servito due mandati triennali alla guida del partito, ma è poi rimasto defilato durante dall’ascensione della Marin, che è stata vista come promotrice di un partito più a sinistra, più popolare nel Paese, con maggiore sostegno da parte delle donne e dei giovani. Ha anche acquisito il merito di aver guidato la Finlandia attraverso la crisi del coronavirus subito dopo l’insediamento, con il paese che subisce molti meno morti e meno danni economici rispetto alla maggior parte dei paesi limitrofi. Marin in precedenza aveva guidato il partito su base provvisoria tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 mentre Rinne era gravemente malato.

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